Sanità: a febbraio arrivano le pagelle per tutti i manager

Tutti a casa a semestre scaduto? Staremo a vedere. Rimane il fatto sta che ai manager delle Asl, delle aziende ospedaliere, dei policlinici e degli Irrcs rimane solo febbraio per mettersi in regola e attenersi ai dettami del commissario Marrazzo attuando quei provvedimenti necessari al rientro dei disavanzi sanitari.
Dopodiché per ciascuno di loro sarà aperta un’istruttoria di valutazione sull’operato gestionale degli ultimi sei mesi che andrà a calcolare il conseguimento o meno dei livelli di spesa concordati e assegnati sulla base di particolari voci di costo. Il mancato adempimento comporterà la decadenza del direttore.
È scritto chiaramente nel decreto 46 del 25 novembre scorso, che va a specificare come prioritari gli obiettivi per il raggiungimento della spesa concordata per l’acquisto di prodotti sanitari, beni e servizi e costi del personale. Un provvedimento, quello del commissario Marrazzo, che prova a bilanciare la propria politica gestionale con un’azione di controllo sugli atti adottati dai suoi stessi direttori generali. Un modo come un altro per chiarire che se il piano di rientro non verrà onorato non sarà tutta e solo colpa sua.
Questo l'intento, altra cosa è la riuscita dell’operazione. Tuttavia leggendo gli obiettivi ai quali bisogna arrivare viene fuori che i risultati attesi devono riguardare in maniera preponderante quelle riduzioni di spesa sulla medicina in convenzione ovvero far lavorare di più gli ambulatori delle singole aziende sanitarie pubbliche invece di delegare ai laboratori privati una sproporzionata mole di attività in materia di visite specialistiche e sulla continuità assistenziale dei malati cronici.
In più i direttori saranno vincolati a stilare «piani operativi aziendali di attuazione per la riorganizzazione delle strutture ospedaliere, ambulatoriali e delle strutture private accreditate». Anche in questo caso il resoconto dell’attività si andrà a misurare con la riuscita economica della programmazione: più efficienza e meno attese. Sembra facile. E naturalmente per completare il quadro gli stessi general manager dovranno attenersi a rispettare tutti i vincoli sul blocco del turnover.
Tanto per il 2008 quanto per il 2009. Non dimentichiamo che questo dovrebbe essere considerato uno dei provvedimenti frena-deficit, in quanto il governatore aveva quantificato che con la sua applicazione la Regione avrebbe potuto risparmiare addirittura 34 milioni di euro L’anno. Una cifra importante che giustifica l’apposizione di un ulteriore vincolo: «Solo il presidente della Giunta può firmare la deroga per l’assunzione di altro personale oltre alla quota prevista del 10 per cento su chi va in pensione».
Tuttavia sull’argomento c’è sempre chi tra le regole va a cercare le eccezioni. Superficialità vuole che nell’Asl Roma C, in barba a quanto deliberato, ci si appresta all’assunzione di 10 infermieri e di un farmacista. Per cui, stando al decreto, per un farmacista che viene ne sarebbero dovuti andare in pensione 10, così altri 100 per giustificare le venuta dei 10 infermieri. E invece per superare il decreto sul blocco del turnover del commissario Marrazzo è bastato un piccolo stratagemma: una lettera firmata dal direttore del dipartimento Risorse finanziarie del servizio sanitario, Paolo Artico, che concede l’assunzione.