Sanità, la giunta Marrazzo non ne azzecca una

«Siamo in piena emergenza». L’allarme è del vicepresidente della commissione Sanità del Senato Cesare Cursi (An) che critica la politica portata avanti dal presidente del Lazio Piero Marrazzo. «Questa semina preoccupazione tra gli operatori del settore dopo la volontà di ridurre le risorse al personale - spiega - e sconcerto nelle imprese fornitrici perché continuano a lavorare senza vedere un soldo da 18 mesi. A questo si aggiunge l’amarezza in tutti quei cittadini che necessitano di prestazioni sanitarie e che patiscono liste d’attesa sempre più lunghe. La giunta ulivista dopo la politica degli annunci è passata a quella dell’immobilismo».
Senatore Cursi qual è il vero cruccio della politica gestionale dell’esecutivo regionale?
«Non riesce a gestire l’emergenza come abbiamo visto in qualche caso esemplare e, al contempo, non è capace di fornire una programmazione sanitaria rispettando le esigenze del territorio e di chi presta assistenza. In piazza, dopo i cittadini infuriati per gli annunci sui tagli dei posti letto, manifesteranno anche gli operatori sanitari: mercoledì 27 giugno la Fials Confsal e Cx e l’indomani Cgil, Cisl e Uil. Senza contare la prossima serrata di 4 giorni che coinvolgerà gli ambulatori convenzionati. Queste contestazioni denotano l’incapacità concertativa e la piena sfiducia nell’esecutivo che sta dilagando».
Ma i tagli alle risorse destinate al personale, motivo della scesa in piazza dei sindacati, sono concordati con il ministero dell’Economia in base al piano di rientro del disavanzo regionale?
«Il piano di rientro deve essere approvato in tutti i suoi dettagli. Fino a ora i prospetti presentati ai tecnici di via XX Settembre dalla Regione, non sono stati sufficienti a realizzarlo. Sono troppi i nodi che devono ancora essere sciolti. Uno per tutti il taglio dei posti letto e il relativo risparmio economico. Dove si taglierà sul pubblico o sul privato, su entrambi senza distinzioni? A oggi al posto della razionalizzazione annunciata abbiamo assistito a veri smantellamenti: la chiusura del centro trapianti dell’Ifo e la riduzione di finanziamenti all’Ares 118. Per non parlare di altre questioni di alto contenuto: l’immobilismo che alberga all’Ifo per la mancata nomina di alcuni membri del comitato di indirizzo e vigilanza, il mancato controllo sulla gestione maldestra del policlinico Umberto I».
Si continua a parlare di economizzare e poi si ricorre all’equo indennizzo per risarcire gli ex manager delle aziende sanitarie licenziati con il maglio di quello spoil system ormai delegittimato dalla consulta. Che ne dice?
«Proprio stamani si dovrà pronunciare il Consiglio di Stato su altri ex manager così come si è già pronunciato su Domenico Alessio per il San Camillo Forlanini. Poi verrà fatta chiarezza sulla spesa visto che la maggioranza di centrosinistra è stata costretta in fretta e in furia ad approvare una legge ad hoc per giustificare l’impiego di qualche milione di euro. E questo invece di regolarizzare il personale precario che aspetta il contratto a tempo indeterminato».
A suo parere l’immobilismo gestionale è frutto della baraonda nella stessa maggioranza?
«Certo che la nomina di Lionello Cosentino a responsabile dei Ds per la Sanità desta nervosismo e fa pensare a una revisione del ruolo dell’attuale assessore Augusto Battaglia. Vedremo».