Sanità: i medici ospedalieri dichiarano guerra a Marrazzo

Sul piede di guerra. I medici dirigenti del Lazio hanno perso la pazienza ed alzano la voce contro Marrazzo, colpevole, a loro giudizio, di averli ignorati del tutto negli ultimi mesi. «Proclamiamo lo stato di agitazione immediata e siamo pronti a scioperare se Marrazzo non deciderà di riallacciare un dialogo ed un confronto sui grandi temi e sulle questioni prioritarie che riguardano la sanità del Lazio - spiega Donato Antonellis, segretario dell’Anaao-Assomed, il sindacato dei medici dirigenti -. Da quando, nel luglio 2008, è iniziato il commissariamento della sanità laziale, il presidente della Regione ha interrotto ingiustificatamente tutte le relazioni sindacali».
«L’unica volta in cui i sindacati medici sono stati convocati - ricorda Antonellis - è stato per condividere la chiusura dell’ospedale San Giacomo di Roma, accordo peraltro mai firmato dall’Anaao, e assistere al trasferimento dei reparti ospedalieri, avvenuto in maniera caotica e per certi versi incomprensibile».
Le «gravi inadempienze» di cui i sindacati Anaao e Cosmed (la confederazione che riunisce le sigle dei medici dirigenti) accusano Marrazzo e che hanno portato all’apertura di una vertenza sindacale, sarebbero molteplici: dalla mancata approvazione di una legge sull’accreditamento istituzionale delle strutture private, del quale non si conoscerebbero i criteri, alla mancata stabilizzazione dei precari, tramite concorsi pubblici, che entro giugno sono attesi dal licenziamento; dall’assenza di informazione preventiva sul piano sanitario regionale alla mancata discussione sul piano di rientro alternativo, proposto dall’Anaao.
Per di più, a far bollire gli animi dei medici ci sarebbero anche la mancata applicazione e programmazione in tutte le Asl degli atti aziendali che giacerebbero negli uffici della Regione completamente bloccati e senza approvazione e la mancata convocazione delle organizzazioni sindacali mediche per la trattativa decentrata sui contratti integrativi aziendali.
«In tutti questi mesi - incalza Antonellis - Marrazzo ci ha tenuto all’oscuro di ogni decisione strategica e si è limitato a emanare decreti commissariali che riguardano, tra l’altro, i ticket del 10% nella professione intramoenia, la riduzione dei fondi contrattuali, la riduzione indiscriminata dei posti letto negli ospedali pubblici, senza una contestuale programmazione della rete ospedaliera». A far alzare la tensione, ci si mette anche la realtà dell’ospedale Sant’Andrea dove i medici ospedalieri rappresentano attualmente il 52%: «In sede di convenzione tra la Regione e l’Università La Sapienza si sta tentando di trasformare l’ospedale da azienda ospedaliera a policlinico universitario, facendo così spazio agli universitari a scapito dei medici ospedalieri» conclude il segretario dell’Anaao-Assomed Lazio. Allo stato di agitazione in corso, potrebbe seguire, se le cose non cambiano, uno sciopero generale.