Sanità I medici della Uil: «118 sacrificato»

«Dopo il clamore suscitato nei mesi scorsi dai proclami del Presidente della regione Lazio Piero Marrazzo sulla necessità di investire in personale, tecnologie e mezzi di soccorso per migliorare il servizio reso ai cittadini dal 118, la Federazione Medici della UIL-Fpl del Lazio, anche a seguito delle ripetute richieste del sindacato e della stessa azienda, denuncia non solo che alle parole non sono seguiti i fatti, ma che addirittura sono stati tagliati fondi per un ammontare di 13 milioni di euro». Lo denuncia un comunicato del sindacato. «Secondo i dati in nostro possesso - continua Sergio Ricci, segretario regionale della Federazione Medici della UIL-FPL - - in tutta la regione Lazio sono attualmente in servizio 120 medici, circa il 40 per cento di quanto previsto dall’atto aziendale. Nello specifico, nelle varie postazioni, sono presenti nelle 24 ore tre medici per turno, anziché sei. Ciascuno di essi, quindi, è costretto a fare una media mensile di 50 ore di lavoro straordinario per poter dare risposte agli oltre 500.000 interventi annui, alle decine di maxi-interventi e alle centinaia di eventi minori. Tali critiche situazioni comportano, altresì un eccessivo carico di lavoro per l’operatore e conseguente lento processo di logoramento psicofisico - conclude - dovuto alla mancanza di capacità di sostenere e scaricare lo stress accumulato, che può provocare ulteriori situazioni di ritardo e di pericolo nella qualità dell’intervento per gli stessi pazienti. A fronte delle dichiarazioni di Marrazzo che enfatizzano l’installazione di un sistema satellitare che mette in rete il parco ambulanze rinnovato con i pronto soccorso della Regione, è da rilevare, però, che molti dei codici rossi sono effettuati senza tale professionista. Dimenticanza o ignoranza?».