Sanità: i risparmi sono strutturali

Risparmi strutturali destinati ad avere effetti anche in futuro, non misure tampone che servono a tappare buchi momentaneamente. Soltanto con l’avvio della fase preliminare della riorganizzazione del comparto socio-assistenziale, propedeutica alla stesura definitiva di quello che sarà il piano sanitario del Lazio e organizzata con i primi 12 decreti commissariali, il presidente della Regione Polverini ha fatto sì che possano essere recuperati di fatto 204 milioni di euro nella gestione dei servizi grazie a operazioni di contenimento della spesa.
Vale a dire che la cifra non è legata a provvedimenti-tampone o a misure una tantum che incideranno solo nel bilancio 2010, ma frutto di operazioni strettamente continuative - come devono essere quelle che impone la riorganizzazione strutturale - che si manterranno nel tempo. E che serviranno al rinnovamento delle gestione amministrativa dell’intero complesso dell’assistenza sia pubblica che in convenzione. Polverini ha così tenuto fede ai patti e con un colpo solo ha portato nelle casse regionali un primo risultato senza aver messo ancora in campo quelle misure ispettive e di controllo, che invece verranno in seguito, ma solo di mera oculatezza contabile. In pratica si è lavorato sul contenimento dei costi di produzione. Il riferimento ha come base “obiettivi finanziari programmati” - come si legge nel testo tecnico del primo decreto commissariale che incide sulla razionalizzazione delle spese per il personale che riguardano il blocco del turnover ma soprattutto una drastica riduzione delle consulenze; quelle per l’acquisto di beni e servizi rinegoziando appalti e centralizzando acquisti. In questo caso viene portato ad esempio il costo dell’ossigeno che è pagato da alcune Asl tre volte il costo standard in quanto invece di acquistarlo direttamente dalla ditta che lo commercializza l’azienda sanitaria lo compra in farmacia e in modiche quantità.
La razionalizzazione inciderà pure sulla spesa farmaceutica convenzionata e sulla farmaceutica ospedaliera, sull’assistenza da privato con il potenziamento dell’assistenza pubblica. Ma adesso veniamo ad alcune delle cifre più evidenti. Solo con la riduzione dei contratti di consulenza a professionisti esterni alle amministrazioni sanitarie si risparmiano in un lampo ben 10 milioni di euro. Se si stringe la cinghia sui fondi contrattuali del personale sanitario (risorse aggiuntive della Regione) si rientra di 50. Ma il grosso arriva dalla stretta ai beni e servizi dove, nelle pieghe dei bilanci, si contraddistinguono appalti, affidamenti e dispendi notevoli: ben 92,7 milioni. Altri rientri di risorse proverrebbero da medicinali (20,1 milioni), presidi farmaceutici (8), fino all’assistenza sanitaria in seno alle prestazioni sanitarie in convenzione (31).
Tuttavia nella prima parte della manovra non manca neppure la prima operazione di copertura in vigore per l’anno in corso sui primi 90 milioni di euro di disavanzo. Di questi, 79 milioni sarebbero recuperati nel capitolo “assistenza da privato” con un taglio sui budget annuali per assistenza ospedaliera, specialistica e assistenza ambulatoriale. In pratica la spesa per esami di laboratorio, diagnostica e ricoveri passa da 2,611 miliardi a 2,532. Quest’anno il blocco del turnover nelle aziende sanitarie pubbliche porterà nelle casse della Regione altri 11 milioni di euro. E come la stessa Polverini ha dichiarato le successive misure saranno presentate tra metà giugno e luglio contando che ci sarà da mettere mano al disavanzo corrente e al deficit del 2009 che la giunta Marrazzo-Montino non è stata in grado di colmare. Altri 421 milioni.