Sanità, la Lega vuole 20 poltrone di lusso Oltre 700 candidati

A due settimane dalle nomine dei super-manager, e forte del consenso
elettorale, il Carroccio affila le armi. In particolare i lumbard puntano
a due fondazioni tra Policlinico, Besta, San Matteo e Istituto dei
tumori

Mancano due settimane alla nomina ufficiale dei super manager della sanità. E la Lega affila le armi, puntando a 18 poltrone. «Solo diciotto? - mettono i puntini sulle i alcuni esponenti del Carroccio. - A dire la verità ne vorremmo una ventina». Già, perché i lumbard, forti del 26,2% dei voti intascato alle scorse elezioni, non si accontentano di questa tornata di nomine ma mettono già gli occhi su due poltrone delle quattro fondazioni ospedaliere (Policlinico, Besta, San Matteo e Istituto dei tumori) in scadenza nel 2011. In sostanza il Carroccio si troverà a gestire oltre il 60% della sanità lombarda, comprese le due ipoteche sugli Irccs, e al momento sembra avere la meglio sulle 44 poltrone da assegnare in ospedali e Asl.
I numeri sembrano ormai decisi, si sta ancora trattando invece sui nomi. Se da un lato il Carroccio raddoppia i posti (ora ne ha 11), dall’altro spariscono i candidati in quota Udc e Pd. Dimezzati gli ex di An, che scendono da sei a tre posti. I manager sostenuti dall’ex Forza Italia restano 24, due in meno rispetto all’ultimo giro di nomine. «Mi occuperò delle nomine da lunedì prossimo, non prima» taglia corto sull’argomento l’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani. Ma ovviamente dietro le quinte le trattative vanno avanti già da un bel pezzo.
Il famelico Carroccio punta a un bottino sostanzioso, non solo per la quantità dei posti ma anche per il loro peso: il Sacco (dove è in bilico Alberto Scanni, area Udc), il San Paolo (ora guidato da Giuseppe Catarisano), il Fatebenefratelli (dove il dg Luigi Corradini si avvia al termine per limiti di età). E, come se non bastasse, la Lega mira pure agli Istituti clinici di perfezionamento (da cui dipendono 22 poliambulatori), ora guidati da Francesco Beretta, già al termine del suo secondo mandato.
Il puzzle, in via di definizione, dovrà comunque tener conto di ciò che accadrà a Roma il 14 dicembre. Quel che è certo è che dalla prossima settimana se ne vedranno di tutti i colori. Gli uomini vicini a Comunione e liberazione cercheranno di tenersi ben stretta alcune poltrone: sembra andare verso la riconferma Pasquale Cannatelli, alla guida del Niguarda. Qualche problema in più per Maurizio Amigoni, dg dell’ospedale di Vimercate, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulle mazzette per il servizio del Teleospedale. Anche Simone Rasetti, stretto collaboratore dell’assessore Bresciani e tra i candidati dg, è stato depennato dall’elenco degli idonei per diventare manager sanitari perché coinvolto nell’inchiesta.
I criteri per scegliere i super direttori saranno rigidissimi: niente dirigenti over 70, niente problemi con la giustizia, almeno cinque anni da dirigenti alle spalle. «E ovviamente - tiene a precisare l’assessore Bresciani - un curriculum di qualità: vogliamo dare in mano le direzioni a professionisti preparati e competenti». Non sono ammessi alla corsa i candidati che sono semplici consulenti o liberi professionisti. Sbarra alzata invece per i co.co.co. e i co.co.pro. purché possano documentare di lavorare almeno 20 ore alla settimana. Insomma, parte l’ultima fase della scrematura degli oltre 700 candidati. Dopo una lunga serie di delibere in cui si comunicavano i nomi dei papabili, gli idonei, i non idonei, gli esclusi e i riammessi, arriva il momento di tirare le somme.