Sanità, per Marrazzo il giorno della rabbia

Giorni di agitazione per la sanità laziale. Ieri il sit-in della Fials davanti alla Regione, oggi il corteo di tutto il comparto organizzato da Cgil, Cisl e Uil cui parteciperanno circa 10 mila persone. Solito oggetto del contendere i tagli decisi dal piano di rientro da un deficit spaventoso (9,6 miliardi di euro) siglato da governo e giunta Marazzo. Contestato in particolar modo il blocco del turn over e il taglio di 41 milioni negli stipendi.
La mobilitazione anti-Marrazzo è partita ieri pomeriggio con il sit-in Fials. Una cinquantina di lavoratori muniti di fischietti e striscioni hanno manifestato sotto il palazzo della giunta. «Chiediamo il ritiro immediato del provvedimento taglia-stipendi - ha detto il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano - e le dimissioni dell’assessore alla Sanità Augusto Battaglia dopo che, per l’ennesima volta, si è adoperato per portare d’imperio all’approvazione della Giunta regionale un atto che lede i diritti di contrattazione sindacale e la corretta valutazione del contratto nazionale di lavoro. Quel che è peggio, poi, sta nel fatto che anche a livello aziendale, ossia nelle Asl e negli ospedali, non si sta avviando nessun tipo di confronto sul tema in questione».
Oltre 50 pullman sono attesi invece nella mattinata di oggi. Il corteo Cgil, Cisl e Uil partirà da via Petroselli per arrivare a piazza Farnese luogo del comizio di chiusura. «La protesta - recita la nota Cisl - farà emergere la rabbia dei lavoratori contro i tagli previsti dalla Regione». Sono attese da tutto il Lazio circa 10mila persone di cui 2mila pensionati.
Intanto si fa sempre più difficile la posizione di Battaglia. Ieri sera la riunione del gruppo regionale Ds che tenta di difendere ancora la difficile posizione dell’assessore alla Sanità. «Siamo consapevoli dello sforzo di Battaglia - ha detto il capogruppo Giuseppe Parroncini - questi sono stati due anni tremendi a causa della zavorra del debito. I problemi sono tanti, Battaglia sta facendo un lavoro immane. Ed è insieme a lui che bisogna decidere come andare avanti».
Ieri intanto il presidente della Commissione Lavoro Peppe Mariani ha presentato un progetto di legge sulla stabilizzazione dei precari che potrebbe riguardare anche i lavoratori della sanità: «In questo modo sarà possibile stabilizzare tutti i lavoratori impiegati con un contratto a tempo determinato compresi quelli impiegati presso i servizi regionali e della sanità regionale».
Non finiscono le brutte notizie per la giunta Marrazzo. È stata annunciata per l’undici luglio un nuovo sciopero. A protestare contro il piano di rientro saranno questa volta i dirigenti medici e veterinari. Lo ha reso noto la federazione medici Lazio Uil-Fpl. Il centrodestra, infine, boccia la politica sanitaria regionale. «Tra scioperi, tagli e serrate solo di disastro si può parlare - ha detto il senatore di An, Domenico Gramazio - chiediamo un tavolo permanente di confronto composto da organi istituzionali e una convocazione settimanale della Commissione sanità». No alla chiusura degli ospedali e alla riduzione dei posti letti, sì all’assunzione dei precari. Queste le ricette alternative di An.