La Sanità del dopo-Marrazzo, il piano della Polverini in 20 punti

La candidata del centrodestra alla Regione Lazio presenta il suo programma: su 60 obiettivi, un terzo sono concentrati sulla ristrutturazione dell'assistenza sanitaria. Ecco i progetti passo per passo

Sarà l'«effetto Marrazzo» e l'eredità pesante lasciata nei conti della sanità laziale, eppure nel programma elettorale della candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, Renata Polverini, il tema della Sanità fa da padrone occupando 20 punti sui 60 complessivi.
Gli obiettivi che la Polverini, se eletta, intenderà realizzare sono stati illustrati nel corso di una visita nell'ospedale Nuovo Regina Margherita, scelto come luogo simbolo dei tagli effettuati dal piano di rientro della sanità durante la giunta di centrosinistra.
Ecco allora l'elenco dei venti punti: la centralità della persona; la tutela delle categorie più deboli; l'eliminazione degli sprechi, non dei servizi; l'integrazione dei servizi socio sanitari; la riduzione del numero delle Asl; la differenziazione del ruolo di Asl e delle aziende ospedaliere; la verifica delle prestazioni; la qualità dell'offerta assistenziale; la prevenzione collettiva del distretto sanitario; i medici di medicina generale; le infermiere di famiglia e l'anagrafe di fragilità; l'assistenza domiciliare; l'ospedale per intensità di cure; i piccoli ospedali regionali; le liste d'attesa; la rete dell'emergenza; la spesa farmaceutica; l'integrazione pubblico privato; la «carta sanitaria» personale e elettronica.
Tra gli altri obiettivi la creazione di un'apposita direzione regionale di governance, a stretto contatto con il presidente della Regione, dotata di adeguati mezzi e risorse professionali, capace di realizzare un controllo sugli erogatori di prestazioni sanitarie. Quindi La riorganizzazione della prevenzione attraverso la creazione di una direzione unica per la prevenzione, in capo alla Regione Lazio, alla quale parteciperanno le singole direzioni territoriali ed ospedaliere.
Il numero delle Asl verrà ridotto da 12 a 8, con lo scopo finale di arrivare a sei entro fine legislatura: una per Roma, una per la Provincia e una per le altre quattro province. I presidi ospedalieri saranno invece inglobati in aziende ospedaliere più moderne.
Nel programma della Polverini anche una «Anagrafe della fragilità» per individuare gli effetti dei fattori sanitari e sociali sulla salute dei cittadini e la richiesta dell'intervento dei servizi territoriali permettendo interventi mirati. Emerge anche la volontà di riconfigurare l'offerta dei piccoli ospedali e di snellire le liste d'attesa.
L'ultimo obiettivo è quella di ridimensionare la spesa farmaceutica e garantire una «Carta sanitaria» per accedere in modo semplice, attraverso il web o la tv, alla propria 'storia sanitarià, potendo delegare anche l'accesso al medico di famiglia o alle farmacie.