La sanità nel Lazio è al capolinea

Senatore Cesare Cursi, è vero che sui conti della sanità nel Lazio è pronta sul tavolo di Prodi una lettera di diffida firmata dai ministri dell’Economia e della Salute?
«È vero. Prodi la lettera non la spedisce solo perché sa benissimo che se lo fa, dopo 15 giorni deve commissariare l’assessore Battaglia».
Cercano di dare una mano a Marrazzo...
«Ma non sanno che pesci prendere. 350 milioni, questo è l’ammontare dell’extra-deficit per il 2007, non si trovano fuori dalla porta».
Ma che succede se il piano di rientro, firmato il 28 febbraio, viene bocciato?
«Dal 5 novembre al Senato cominceremo a votare la Finanziaria. Gli stanziamenti a favore della sanità nelle 4 regioni in difficoltà, sono di 9.1 miliardi, di cui 3-4 destinati al Lazio. Si rischia che se non capiamo che fine hanno fatto i 2 miliardi già stanziati per il Lazio nel 2006, si blocca tutto e Marrazzo non avrà un centesimo».
Insomma, fine della corsa?
«Siamo al capolinea, sì. Il balletto di cifre a cui ci ha abituato Battaglia non ha portato a nessun risultato. Sono 3 mesi che non vengono pagati i piccoli fornitori, si susseguono gli scioperi di medici, laboratori di analisi, infermieri. Poi i tagli alle prestazioni, i contratti da rinnovare. Anche la sanità privata è in agitazione, l’Aris ha fatto ricorso al Tar per il mancato rispetto degli accordi sulle prestazioni da rimborsare».
Cursi, da relatore della Commissione d’inchiesta del Senato sugli ospedali italiani, che idea si è fatto delle ultime notizie sull’Umberto I?
«Premetto che la Commissione ha gli stessi poteri della magistratura, possiamo ordinare indagini, acquisire documenti. Sono stato nominato relatore dal presidente Franco Marini, io e Paolo Bodini del Pd. Detto questo, vorremmo sapere a che titolo Ubaldo Montaguti, direttore generale del Policlinico, si è recato dall’alto commissario per la lotta alla corruzione, Achille Serra. È una cosa che provoca un senso di inquietudine».
Montaguti, per la verità, parla di indagini sui rapporti fra medici e pazienti...
«Vedremo. Intanto, come denuncia la Confsal, c’è da chiarire anche la vicenda della commissione per l’affidamento dei lavori all’ipogeo, nella quale figura Daniela Celin, la moglie. Un medico ospedaliero laddove serve una competenza ingegneristica e amministrativa. Montaguti ha detto che decide lui queste cose. Occorre ricordargli che non sono soldi suoi, ma dei contribuenti».
E intanto i lavori slittano alle calende greche...
«Già. Dovevano iniziare a marzo 2007, siamo a ottobre... Ricordo che da sottosegretario alla salute, a settembre 2005, chiesi a Battaglia come intendesse usare i 115 milioni da noi stanziati per i lavori. Ho aspettato fino a maggio 2006, ma il progetto non l’ho mai visto. Anche questo è inquietante».