Sanità nel Lazio? Musica sul Titanic

Ricordate i musicisti che continuavano a suonare mentre il Titanic colava a picco? L’immagine richiama quanto sta avvenendo alla Regione Lazio, dove il deficit sanitario tocca livelli record (il 60 per cento di quello accumulato da tutte le altre regioni italiane), ma chi dovrebbe dare l’esempio sul fronte del risparmio, pensa invece a dare il via a nuove spese. È il caso dell’Azienda di sanità pubblica che ha bandito un concorso per ingaggiare 12 nuovi dirigenti mentre la legislatura regionale è agli sgoccioli. Non bada, insomma, a spese Asp-Laziosanità, che dovrebbe dettare gli indirizzi di politica sanitaria tenendo saldo quello che è il polso della situazione finanziaria del comparto socio-assistenziale: 1,5 miliardi di passivo nel solo 2009. Oltre 7 miliardi accumulati dopo il 2005, come accertato dalla Corte dei conti. Una situazione a brandelli dove anche il disavanzo di Laziosanità contribuisce allo stato debitorio complessivo della Regione Lazio. Il passivo aziendale si ferma a 552.808 euro di buco sull’ultimo consuntivo inviato in Regione. Tuttavia l'agenzia non si mostra affatto riluttante a nuove spese. Tutt’altro. E infatti risulta recentissima la pubblicazione di nuovi concorsi per ingaggiare 12 dirigenti (ce ne sono già 16) con contratti di collaborazione a progetto da impiegare in ambito amministrativo. Ma non è finita qui. Uno di questi nuovi dirigenti dovrà occuparsi di elaborare una graduatoria apposita nella quale far confluire un numero congruo di nominativi da cui attingere per le successive assunzioni. In pratica un’ipoteca sul futuro dei contratti dell’Asp. Se l’agenzia dovrà, nei prossimi anni, assumere nuove professionalità sarà costretta prima esaurire la graduatoria e solo dopo promuovere nuovi concorsi. Senza contare che le professionalità da reclutare sono e saranno dirigenti amministrativi e alti funzionari le cui retribuzioni stanno sui 100mila euro annui, spicciolo più spicciolo meno. Altro che controllo sui conti pubblici è l’eccesso e la sregolatezza che peseranno sempre di più sull’erario del Lazio così come la pressione fiscale delle aliquote Irpef e Irap oltre al ricarico sul ticket di farmaci e diagnostica. E di come va l’andazzo se ne accorge solo chi è stato per cinque anni nelle file d'opposizione. «A 40 giorni dal voto ingaggiare nuovi dirigenti è un atto di piena irresponsabilità, soprattutto da parte di chi avrebbe dovuto accompagnare il Lazio in una programmazione sanitaria per rispondere alle esigenze del cittadino. Invece - chiosa tanto adirato quanto preoccupato il consigliere regionale del PdL, Massimiliano Maselli - si è aperta una corsa all’ingaggio senza controllo. Così si dimostra solo l’inefficienza del management regionale. Piuttosto nella prossima legislatura si dovrà mettere mano a una nuova programmazione sanitaria con un’azione di risanamento globale. Altro che nuovi dirigenti. Prima si deve chiudere la vertenza precari e mettere i conti in ordine».
Riflettori accesi sui conti economici anche se basta una piccola lucerna per scovare nelle pieghe di bilancio di Laziosanità cifre cospicue che ingigantiscono l'ammanco di cassa: 7milioni di euro per il personale comandato nelle aziende sanitarie e altri 3 milioni di euro di debiti verso i fornitori. Che fare? «Serve un’indagine accurata della Corte dei conti per mettere a nudo il bilancio dell'Asp e - taglia corto l'esponente del PdL - di concerto con la Ragioneria dello Stato verificare nella completezza i rapporti annuali». Non sarebbe tuttavia la prima volta che la Ragioneria dello Stato mettesse il naso in quei rapporti: era il 2008 e la bacchettata su una gestione sempliciotta ma tanto dispendiosa fu davvero sonora.