Sanità, niente ticket nel 2009. Manovra con fiducia

Sacconi: 400 milioni alla Regioni, ultima offerta. Polemico il governatore della Lombardia Formigoni: "Così Tremonti fa male al governo"

Roma - I 400 milioni per evitare i ticket 2009 sulla diagnostica sono «l’ultima offerta del governo» alle Regioni, annuncia il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. Ma il governatore lombardo, Roberto Formigoni difende la posizione critica delle Regioni sulla spesa sanitaria e attacca il ministro dell’Economia: «Se Tremonti rompe con le Regioni - afferma - fa male a se stesso e al governo».

Il decreto che contiene gran parte della manovra economica triennale arriva oggi nell’aula della Camera, presente Tremonti, dopo un complicato passaggio in commissione. Uno degli ultimi emendamenti approvati riguarda appunto i ticket sulla diagnostica per il 2009. Il testo varato dopo una notte di lavoro dalla commissione Bilancio prevede l’abolizione del contributo, ma con la copertura ancora a carico delle Regioni. I 400 milioni, su un totale di circa 800 milioni, offerti dal governo potrebbero essere inseriti nel «patto per la salute 2007-2009» fra governo e Regioni. Una situazione che non piace nè a Formigoni, nè al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. Una soluzione potrebbe essere trovata oggi nel corso della conferenza Stato-Regioni. Ma secondo Sacconi, i 400 milioni rappresentano l’ultima offerta, non più negoziabile.

Sulla manovra il governo è comunque intenzionato a porre la questione di fiducia. Potrebbe chiederla domani su un maxi-emendamento, dopo la discussione generale sul decreto, e il voto potrebbe essere fissato fra lunedì e martedì. Sono circa 150 le modifiche approvate al testo presentato dal governo. Fra gli ultimissimi emendamenti, un controllo più stringente sui soggetti Iva che regolarizzano la loro posizione nei confronti del fisco, ma evadono i contributi. Slittano anche le dismissioni di immobili della Difesa, e saltano così i due miliardi di incassi di competenza 2008. «Il nostro obiettivo è di dare una casa a ogni soldato», spiega il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Non ci saranno tagli per gli organici delle Forze dell’ordine, delle Forze armate e dei vigili del fuoco, esclusi dal ridimensionamento che interessa l’intera Pubblica amministrazione. Confermati gli stanziamenti aggiuntivi (300 milioni) per la sicurezza ed anche i controlli per gli abusi sull’esenzione dai ticket sanitari. Gli emendamenti presentati in commissione, ma non esaminati, potrebbero essere inseriti almeno in parte nel maxi-emendamento su cui il governo porrà la questione di fiducia. Invece «niente nuovi emendamenti», assicura il capogruppo Pdl alla Camera, Elio Vito.

Non si placa, intanto, la polemica sul decreto Ici-detassazione straordinari. I parlamentari d’opposizione lamentano una mancata copertura finanziaria, mentre l’Associazione dei Comuni è preoccupata per la differenza fra il mancato introito Ici e la somma stanziata come rimborso dal governo: la differenza sarebbe di circa un miliardo di euro, e «i Comuni sono a rischio implosione», afferma il presidente dell’Anci, Leonardo Domenici. «Nessun problema di copertura», replicano fonti del Tesoro: il governo la garantisce con il Dpef.