Sanità, nuovi tagli: 12 per cento nei prossimi 3 anni

Critiche della CdL al bilancio della Regione: «Appiattito su Roma e poco trasparente»

Antonella Aldrighetti

Il bilancio regionale 2006 nasce sotto la stella elettorale. «È un bilancio caratterizzato dalla scadenza di aprile prossimo per le elezioni politiche» svela il presidente della commissione Bilancio, il diessino Claudio Mancini. Parole che danno man forte all’opposizione della Pisana che non dimentica l’appuntamento delle comunali e dalle quali prende spunto senza tralasciare critiche alla maggioranza ulivista scomposta e sempre più appiattita sulle politiche capitoline. «Un bilancio romano-centrico è il coro unanime che si leva dalla Casa delle libertà che, quando scende nell’analisi dettagliata del testo, lo reputa «monco e privo di una concreta programmazione economica e finanziaria», come spiega il vicepresidente della commissione Bilancio Bruno Prestagiovanni (An). L’inadeguatezza della manovra finanziaria sarebbe tutta lì nelle 15 pagine relazionate in aula dall’assessore al Bilancio, Luigi Nieri dove, a tenere banco, sono i “propositi organici” che percorrono le politiche della sanità: da qui a tre anni subiranno un taglio del 12 per cento netto che però, a sentire Nieri, non intaccheranno la qualità dei servizi. Un metodo che sa di taglio chirurgico ma che non convince neppure il centrosinistra. Che sia fatta chiarezza su «come la sottrazione del 12 per cento delle risorse complessive dedicate alla sanità non incida sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini» se lo chiede Alessio D’Amato capogruppo di Lavoro e Ambiente. Già perché nell’evidenza programmatica della manovra preventiva 2006 non v’è traccia di politiche sanitarie malgrado interessino l’80 per cento dell’intero bilancio del Lazio. Motivo che induce Prestagiovanni a dire: «Ci auguriamo che sulla sanità siano presentati emendamenti futuri in quanto non è pervenuto dall’assessore Battaglia alcun atto che indichi quali saranno le linee della giunta Marrazzo in materia». Ma andando avanti nella disamina del testo di programmazione vengono fuori altri “nei”: interventi sbilanciati a favore del comune di Roma rispetto agli altri capoluoghi della regione, assenza di politiche sulla sicurezza, ombre sulla gestione delle risorse dedicate alla formazione che, per il consigliere di Forza Italia Antonello Iannarilli indicano «mancanza di trasparenza nella gestione della cosa pubblica».