Sanità: occorre non disperdere i risultati della ex giunta

Il terzo forum sulla sanità organizzato da Alleanza nazionale al Visconti Palace, oltre a ricordare i risultati raggiunti nei cinque anni dalla giunta Storace, si è occupato delle linee-guida di cui ha bisogno un territorio variegato come è il Lazio. Che rappresenta, tra tutte le regioni, quella dove il cosiddetto turismo sanitario è ai primi posti. Tra eccellenze e grandi ospedali, l’offerta terapeutica del territorio, tra il 2002 e il 2005, oltre a essere aumentata, si è radicata anche sul territorio tanto da costituire pure un richiamo extraregionale, soprattutto dal Sud Italia. Ma se il quadro sanitario odierno è questo, sembrerebbe una bella eredità quella lasciata dal centrodestra alla giunta Marrazzo? «Una grandiosa eredità tutta da coltivare ma che sembra essere già un po’ trascurata: dopo meno di un anno l’offerta sanitaria sembra aver perso quello smalto acquisito con duro lavoro e - spiega Domenico Gramazio già presidente dell’Agenzia di sanità pubblica fino ad agosto scorso - a testimoniarlo è quanto si deve ancora mettere in campo per potenziare i servizi essenziali come quelli riferiti alle emergenze che, non solo devono funzionare stabilmente nei grandi ospedali ma devono essere migliorati e incentivati con risorse finanziarie congrue anche in quelle strutture più piccole e con meno posti letto». Il forum, dal titolo «Obiettivo salute», oltre a chiamare sul palco valenti tecnici del settore medico per indirizzare il messaggio a una platea di professionisti ospedalieri e universitari della sanità pubblica, di quella convenzionata senza ovviamente dimenticare il ruolo centrale dell’ospedalità religiosa, è servito a richiamare l’attenzione delle istituzioni. Intanto i rappresentanti di An (il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, Fabio Rampelli capogruppo alla Regione, Tommaso Luzzi membro della commissione Sanità alla Pisana, Piergiorgio Benvenuti capogruppo in Provincia e Fabio Sabbatani Schiuma vicepresidente del consiglio comunale) hanno preso l’impegno di interpretare le richieste che vengono dal territorio e che sono state sottolineate anche dai professionisti intervenuti al convegno. «Si parte dal ruolo centrale del medico di famiglia al quale spetta il compito più delicato: quello di raccordare terapia, modalità di cura e pazienti. L’obiettivo che ci prefiggiamo - precisa Gramazio - è quello di puntare a una centralità duale: medico di famiglia e paziente che consenta di migliorare l’accesso ai servizi sanitari territoriale. Quanto già portato avanti dalla giunta Storace sul territorio e il valore di rimarcare quello stesso programma è stato puntualizzato, con una specifica relazione, anche dal ministro Gianni Alemanno».