Sanità, a pagamento anche le prestazioni per la riabilitazione

Una proposta di delibera di Battaglia per escludere la cura del dolore dalle terapie convenzionate

La scure della giunta Marrazzo colpisce anche la riabilitazione motoria e lo fa senza guardare in faccia nessuno. Comprese le fasce più deboli: anziani e pazienti che sono colpiti da patologie degenerative. Facendo leva sulla crisi finanziaria delle casse regionali, l’assessore alla Sanità Augusto Battaglia ha partorito una delibera che prevede l’esclusione dall’elenco delle prestazioni convenzionate della medicina fisica per la cura del dolore: laserterapia antalgica, elettroterapia, ultrasonoterapia e mesoterapia. Non solo: queste stesse prestazioni vengano escluse da tutti i progetti riabilitativi. Vale a dire che se un medico di base o un reumatologo ritenesse opportuno prescriverle al proprio paziente, d’ora in poi quest’ultimo dovrà pagarle di tasca propria. Secondo un resoconto dell’Anisap (l’associazione della medicina ambulatoriale) tagliare su queste prestazioni produrrà un risparmio annuo di circa 70 milioni di euro (solo l’1 per cento della spesa complessiva). Risparmio che potrebbe essere vanificato dal fatto che il paziente bisognoso di cure antalgiche, per ovviare al taglio della convenzione potrebbe ricorrere a una terapia farmacologica alternativa producendo un ulteriore aggravio della spesa sanitaria su altri capitoli di bilancio. «L’aumento della farmaceutica di antalgici - spiega il vicepresidente della commissione Sanità Stefano De Lillo (FI) - è inevitabile perché questo gruppo di tecniche di riabilitazioni sono considerate storicamente adatte per la cura di alcune patologie degenerative e infiammatorie in tutti i protocolli d’intervento per la cura di artrosi, artrite e lombalgie, mentre non si deve dimenticare che i costi sugli eventuali ricoveri per la riabilitazione andranno a gravare oltremodo sulle casse regionali. Senza contare le contraddizioni che vengono fuori dalle altre riduzioni importanti: quelle dei posti letto. Da un lato il cittadino avrà diritto a seguire un ciclo di riabilitazione da ricoverato, dall’altro però la giunta Marrazzo mette un tetto ai ricoveri».
E proprio sull’onda delle dichiarazioni dell’azzurro è lecito domandarsi quale sia l’offerta ambulatoriale per la riabilitazione motoria, o come piace chiamarla a Battaglia quella «sanitaria di prossimità», se è proprio sulle prestazioni ambulatoriali che si va ad abbattere un altro colpo di scure. Chissà. E sui contraccolpi che una misura del genere produce è insorta proprio l’Anisap, che dopo aver respinto l’ipotesi di attuazione di quella che a oggi, è solo una proposta di delibera (n.113/2007), ricorda - con tanto di missiva inviata al presidente Piero Marrazzo e all’assessore al Bilancio Luigi Nieri oltre che a Battaglia - la disparità di costi tra la riabilitazione in regime ambulatoriale per circa 5,19 euro e quella in regime di ricovero: 415 euro al giorno. Logico quindi che l’associazione ritenga «tecnicamente inconsistente» il provvedimento. Ma è altrettanto chiaro che non potrebbe essere escluso il ricorso giudiziario per impugnare quella che a oggi rimane un pacchetto di prestazioni essenziali: stabilite con tanto di decreto del presidente del Consiglio dei Ministri nel novembre del 2001.