Sanità, pensioni e lavoro, ecco i piani del governo

«In tempo di crisi non possono essere all’ordine del giorno riforme di ammortizzatori sociali, né articolo 18, né pensioni». Premessa necessaria quella fatta ieri da Maurizio Sacconi, presentando il Libro Bianco sul welfare. Il documento delinea strategie di lungo termine, che potrebbero necessitare - ha precisato il ministro - di tempi superiori alla legislatura. Tutto dipende dalla quantita di risorse a disposizione e dalla situazione economica. Quella odierna è di crisi e quindi molti dei principi enunciati nel documento rimarranno per ora sullo sfondo.
Non il capitolo sanità. «Nell’immediato è all’ordine del giorno» del Governo la questione della spesa sanitaria meridionale. «Qui e subito», ci sarà quindi «l’accelerazione del risanamento dei servizi socio-sanitari-assistenziali nel Mezzogiorno, dei piani di rientro delle Regioni e dei commissariamenti dove non vengano rispettati tali piani». Rigore dei conti non significa però «dare ai cittadini del Sud meno ospedali, ma vuol dire dar loro più servizi. La prospettiva di lungo termine non potrà che essere quella dei conti in ordine. Il documento prevede infatti che la spesa sanitaria extra, quella generata dalle inefficienze - «sarà a carico delle Regioni che dovranno provvedere alla copertura, aumentando la pressione fiscale o spostando risorse all’interno dei loro bilanci».
Parti consistenti del Libro sono dedicate alle pensioni e alla sostenibilità del sistema. Le riforme non bastano. «Le misure, anche recenti, che sono state introdotte per controllare la spesa previdenziale non hanno generato una definitiva stabilità, essendo questa sottoposta alle pressioni di carattere demografico e alle incertezze della crescita. La piena applicazione dei coefficienti di trasformazione già previsti dalla legge Dini potrebbe risultare non sufficiente a riequilibrare la spesa». Occorre quindi un «allungamento delle carriere» perché solo così si potrà riequilibrare la spesa sociale, oggi in larga parte assorbita dalla spesa per le pensioni. Obiettivo che non sarà raggiunto con l’innalzamento dell’età pensionabile, ma rafforzando i vantaggi di chi resta al lavoro.
Altro argomento al centro dell’attenzione, l’eventuale messa in discussione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, quello che regola il reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa. Non sarà messo in discussione, ha assicurato Sacconi. Quando se ne parlerà, una volta che il Paese sarà uscito dalla crisi, sarà nella prospettiva di una progressiva modifica delle tutele del lavoro che dovranno essere collegate «all’anzianità di servizio».
Tra gli altri riferimenti contenuti nel Libro, quello alla partecipazione dei lavoratori al governo delle imprese, resa attuale dalla vicenda Chrysler-Fiat e che il governo riconosce, a patto che sia «in armonia con le esigenze della produzione».