Sanità, più controlli e consulta per evitare una Santa Rita bis

Mai più un nuovo caso Santa Rita. Nasce con questo obiettivo la consulta della sanità lombarda, una sorta di piccolo parlamento di settore che si è riunito ieri pomeriggio per la prima volta in Regione. «Abbiamo voluto radunare i rappresentanti di tutto il mondo sanitario - spiega il presidente Formigoni -: 81 professionisti, rappresentanti e manager che quotidianamente lavorano con i cittadini lombardi».
Si propongono di raggiungere delle sfide ambiziose i membri della consulta: ricerca, perfezionamento del sistema dei controlli, riforma dell’accreditamento e nuove regole per il 2009 senza prevedere alcun aumento di ticket. In primo piano quindi, il rilancio della ricerca «perché il sistema lombardo è un polo di riferimento in Italia e uno dei più importanti d’Europa per l'innovazione e non possiamo perdere questo primato». Che fare allora? «Abbiamo invitato al tavolo di confronto anche i rettori, per rilanciare un’alleanza con le università della regione e promuovere accordi che attraggano ricercatori dall'estero e favoriscano la proiezione internazionale dei nostri atenei».
Quindi gli argomenti più scottanti: controlli e accreditamento. Per evitare un nuovo caso Santa Rita «incrementeremo gli accertamenti, anche a livello qualitativo, per favorire maggiore trasparenza e responsabilizzare tutti gli attori del sistema». Quanto all’accreditamento delle cliniche private, le novità consistono «nell’introduzione di una verifica a termine quinquennale, lo studio di nuovi criteri e la previsioni di indicatori qualitativi più stringenti come il corretto mantenimento della documentazione sanitaria, la revisione dei criteri retributivi del personale medico che sia maggiormente legata agli obiettivi di qualità e appropriatezza delle prestazioni». «Il fatto che ci sia stata una mela marcia - aggiunge l'assessore alla sanità Luciano Bresciani - ci ha spinti a eliminarla il più velocemente possibile, perché non contagiasse le altre». Come a dire, nei recenti fatti di cronaca «abbiamo trovato un nuovo stimolo per fare ancora meglio».
Entrando nel dettaglio della riforma dell’accreditamento, l’assessore ha anticipato la nascita di un registro a cui da ora in avanti «il direttore sanitario, amministrativo e sociale dovranno appartenere, come avviene per i direttori generali, e ciò sarà valido sia per gli ospedali pubblici che per le cliniche private». Cambierà anche la tipologia di contratto che «non deve essere più basata fondamentalmente sul volume dei Drg in quanto abbiamo visto che questo sistema ha portato a inappropriatezze». L’idea di dar vita a questa consulta trova le sue radici in un contesto caratterizzato dalla «crisi economica esplosa in questi mesi», così come «nella carenza di risorse: i costi sanitari infatti, sono in costante aumento, e le risorse che lo Stato ci mette a disposizione non aumentano in modo adeguato».