Sanità, il piano c’è ma manca il tempo

Una delibera di 75 pagine per dare il via al piano di riorganizzazione della Sanità. È quella approvata ieri mattina dalla giunta regionale su indicazione dell’assessore Claudio Montaldo. Ma prima ancora che esca dal 5° piano di De Ferrari c’è il serio rischio (se non la quasi certezza) che fallirà i primi obiettivi che si pone. Ad esempio, in ordine cronologico, potrebbe non rispettare già il piano di togliere subito autonomia aziendale agli ospedali del Santa Corona di Pietra Ligure (che dovrebbe essere «sottomesso» alle strategie della Asl 2 di Savona) e del Villa Scassi di Sampierdarena (alla Asl 3 genovese), visto che la delibera indica la data del 31 dicembre 2007 come quella della svolta. Stesso termine entro il quale l’ospedale di Recco dovrebbe passare sotto il controllo gestionale della Asl 4 chiavarese. Meno di un mese e mezzo, vacanze incluse. Tempo che non può bastare.
«Il provvedimento dovrebbe andare prima in commissione tra una quindicina di giorni - spiega calendario alla mano il capogruppo dell’Udc Nicola Abbundo -. Poi essere iscritto all’ordine del giorno del consiglio regionale e non se ne parla prima di gennaio, visto che la procedura d’urgenza non verrà data perché sicuramente il nostro gruppo farà mancare l’unanimità in sede di conferenza dei capigruppo». Ma non è solo una questione di date a far dire ad Abbundo che l’assessore Montaldo e i suoi collaboratori sono degli «irresponsabili». «Ad oggi non abbiamo ancora visto il bilancio di previsione 2008. Anzi, neppure si parla dell’esercizio provvisorio - incalza il consigliere Udc -. Non sappiamo come intendano pagare gli stipendi di gennaio e febbraio e varano il piano sanitario regionale? Senza contare che ci avviamo alla fine di novembre e del tanto urgente e garantito piano per la riduzione delle liste d’attesa non se ne sente neppure più parlare. In compenso giochiamo a spostare i posti letto di qua e di là. Nel piano poi non si fa cenno alcuno all’ospedale di Vallata o comunque al presidio che dovrebbe prenderne il posto».
In effetti lo stesso Montaldo sottolinea che la delibera prevede soprattutto la razionalizzazione dell’esistente. E che non comporterà alcun risparmio. Il presidente Claudio Burlando aggiunge addirittura che «ormai siamo a filo con i posti letto. Ci siamo resi conto che non si può scherzare con gli ospedali». E pensare che Abbundo non crede siano stati fatti passi avanti.