Sanità: il piano non fa rientrare le polemiche

Come l’orchestrina del Titanic che continuava a suonare mentre il transatlantico affondava, così ieri l’assessore alla sanità Augusto Battaglia ha scherzato sul piano di rientro del deficit: «Dopo aver portato a termine il salvataggio del sistema sanitario del Lazio, sono pronto anche per l’Alitalia». Purtroppo, però, la situazione della sanità è preoccupante, tanto che ieri se ne è occupata prima la giunta Marrazzo e poi lo stesso Battaglia ha dovuto riferire in commissione. «Ci siamo mossi per ridurre le spese senza incidere sulle prestazioni e sui servizi del sistema sanitario regionale», ha detto. Ma ormai «a questo piano di rientro non crede più nessuno», come ha fatto notare Tommaso Luzzi, di An. «Non ci crede il ministero, che ha provveduto a stoppare il piano perché non chiaro, e non ci credono più neanche i sindacati». La giunta regionale - ha detto il capogruppo dei socialisti riformisti Donato Robilotta - non ha capito che siamo vicini al baratro. Si continua a ripetere che bisogna aprire una nuova vertenza per chiedere più soldi, quando il problema principale, come hanno dimostrato anche i tecnici, è quello di intervenire sulle spese strutturali». Per il capogruppo dell’Udc Massimiliano Maselli, «sul piano di rientro abbiamo raggiunto un clima da rissa da stadio: sono ormai al tutti contro tutti con assessori, direttori generali e dirigenti regionali che affermano tutto e il contrario di tutto». Intanto l’Aiop (strutture convenzionate) lancia una campagna di pubblicità in cui il messaggio è affidato a un letto vuoto e disfatto, sul quale campeggia la scritta «La Regione Lazio abbandona i suoi pazienti».