Sanità: il piano di rientro ignorato anche per le verifiche dei manager

Pagelle rimandate per i manager della sanità. Marrazzo prende tempo. Entro la fine del mese di marzo avrebbero dovuto fare la verifica gestionale e quindi pure la successiva e doverosa valutazione dei singoli direttori generali di Asl e aziende ospedaliere. Il condizionale è d’obbligo perché, a scadenza superata, tutto è rimasto come prima. Non perché si siano ripresentate le condizioni per mantenere in sella i manager, ma perché non c’è stata alcuna valutazione.
Eppure, su uno degli innumerevoli decreti del commissario Marrazzo, si è letto chiaramente che il 28 febbraio 2009 sarebbero scaduti i termini per presentare i singoli piani assistenziali ospedalieri dai quali desumere il giudizio definitivo sull’operato dei direttori. Sì, ma questo a parole. Quello che invece succede nei fatti è un’altra storia, come sottolinea il capogruppo regionale dei Socialisti riformisti - Pdl, Donato Robilotta: «A metà marzo, e precisamente il 13, in una riunione di giunta è stata approvato dagli assessori un provvedimento per indire un nuovo bando cui i manager pubblici in possesso di opportuni requisiti avrebbero potuto partecipare per concorrere alla nomina di direttore generale della sanità. La selezione dei manager da nominare - spiega il consigliere regionale - avrebbe dovuto aver luogo attraverso un’altra graduatoria. Nuova rispetto all’odierna. Già, ma per un caso fortuito, la delibera in questione non è stata ancora pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio per cui il bando non si può riaprire e i direttori, vecchi e nuovi, non possono concorrere». Un ritardo o una dimenticanza che tuttavia cambia la sostanza di quanto stabilito dal commissario ad acta sugli adempimenti e successive verifiche dei manager. Punto questo che faceva parte del decalogo essenziale degli adempimenti sul piano di rientro dal deficit. Adempimenti del resto che sono stati ancora ampiamente disattesi, come viene fuori dal Tavolo tecnico del Tesoro. «Il tavolo tecnico di monitoraggio del ministero dell’Economia, diversamente da quanto sostiene la maggioranza del governo regionale - ci tiene a precisare Robilotta - ha promosso gli atti dell’ufficio del commissario del governo varati dal dottor Mario Morlacco e bocciato gli atti della Regione. È questa la lettura che bisogna dare all’ultimo incontro, tenutosi la settimana appena trascorsa, della Regione con il Tesoro. Infatti viene sbloccata una tranche di 1,1 miliardi di euro per gli accordi sottoscritti da Morlacco con gli erogatori privati mentre, viene bocciata la legge regionale sui distretti montani approvata dal Consiglio, perché questa materia è di competenza del commissario, e soprattutto perché il tavolo aspetta di leggere il piano sanitario che è stato appena presentato».