«Sanità prigioniera dell’estrema sinistra»

«Avevano garantito che le liste d’attesa si sarebbero accorciate, invece sono più lunghe del naso di Burlando»

(...) Non ama rumoreggiare a caso, ma da mesi quatto quatto studia le mosse della giunta. Adesso che, domani, il consiglio regionale discute il Riordino del servizio sanitario, ha deciso che è il momento di svelare le brutture. Tanto per cominciare estrae l’elenco delle prestazioni sanitarie.
È tutto colorato di verde.
«Ho evidenziato dove le liste d’attesa si sono prolungate: 160 strutture su 380».
Nemmeno la metà.
«Sì, ma è la tipologia dei servizi che bisogna guardare: l’ecografia ginecologica, si salvano solo le Asl chiavese e spezzina; l’ecografia all’addome, si salva solo lo spezzino; la mammografia, non si salva nessuno. E là dove, come accade per la radiografia completa al tubo digerente, non ci sono evidenziature, è solo perché la situazione è rimasta completamente immutata. Di più, ci sono casi gravissimi, in cui il centrodestra lasciò liste d’attesa di 4 persone e che ora, dopo un anno di giunta Burlando, sono passate a 32, da 19 a 86, da 44 a 145, e questo in esami determinanti come l’ecografia ovarica o l’ecodopplergrafia cardiaca».
Da che cosa dipende?
«Manca un progetto, Burlando ha promesso una sanità più efficiente, ma poi ha chiuso le strutture».
Bisognava risparmiare.
«E allora come mai il disavanzo cresce? La verità è che qui ogni giorno si cambia idea: questa giunta ha promesso di fare l’ospedale di Vallata, non l’ha fatto ma intanto ha smantellato il Celesia. Ha ventilato l’ipotesi di un ospedale nuovo a Cornigliano, poi ci ha ripensato. L’assessore Claudio Montaldo ha promesso un secondo padiglione del monoblocco del San Martino, ma in Regione non ve n’è traccia».
La nuova legge forse farà chiarezza
«Questa legge aggiunge confusione a confusione. La riabilitazione degli anziani, per dire: viene spostata al Celesia o a Busalla, lontana dagli ospedali, col risultato che se un anziano avrà una complicazione durante la riabilitazione dovrà fare avanti e indietro in ambulanza. Non si è voluto guardare alle problematiche reali, ma a consolidare sistemi di potere e a creare nuove poltrone retribuite».
Cambia la divisione delle Asl, quella genovese si sdoppia.
«Sì, con l’unico risultato di aumentare la burocrazia. La divisione non sarebbe dovuta essere geografica, ma fra strutture territoriali, come gli ambulatori, e ospedaliere, per responsabilizzare ognuno sui costi».
Intanto i liguri continuano a fuggire nelle regioni limitrofe.
«E anche questa è una promessa mancata. Burlando in campagna elettorale disse che avrebbe puntato sui privati accreditati per bloccare le fughe, convenzionandone le strutture, come accade in Lombardia e in Piemonte, dove le cliniche private sono gratuite, e dove peraltro lavorano medici liguri».
E invece?
«E invece oggi le cliniche private accreditate non riescono a farsi convenzionare dalla Regione. E tutto perché la gestione della sanità si è modificata via via che si modificava l’assetto politico della maggioranza».
Si spieghi meglio.
«Le promesse che Burlando fece, le fece quando l’Ulivo era la componente incontrastata dell’Unione. Ma a poco a poco la sinistra più estrema si è imposta, e infatti guarda caso i privati da soggetti da valorizzare sono diventati il nemico. Gli hanno tolto la parola anche nell’Ecm, l’educazione medica continua».
Rosso, adesso non vorrà difendere i convegni di formazione dei medici...
«No, sono una vergogna e vannomodificati. Solo che oggi la legge dice ancora che bisogna farli per poter lavorare, quindi o qualcuno cancella l’Ecm, o i corsi è obbligatorio farli. Ma se non li può più pagare il privato, chi li paga?».
Forse il pubblico?
«No, perché la Regione ha deciso che i soldi della formazione andrannoa finanziare, insieme a quelli della ricerca, l’Agenzia regionale per la sanità, che costerà 2 milioni di euro».
Dice Montaldo che è indispensabile.
«Indispensabile? Sarà solo l’ennesimo carrozzone. I dipendenti dell’assessorato stanno già sgomitando per andare all’Agenzia, perché pare che lì saranno pagati molto meglio. Sarà un fulcro di potere, e ingesserà tutta la sanità».
C’è altro?
«La nuova legge toglie la parola anche agli ordini professionali e alla comunità scientifica, che pure vennero corteggiati in campagna elettorale Fino a oggi il mondo scientifico non politicizzato era rappresentati nel consiglio di sanità, dal quale poteva dare consigli. Da domani queste persone non avranno più collocazione, la legge nopn parla di loro. Le pare abbastanza?».