«Sanità da primato ma penalizzata»

L’assessore: «Aiutiamo a chiudere i bilanci altrui ma il governo ci destina meno fondi»

Roberto Bonizzi

Un nuovo piano socio sanitario nel segno della continuità e del lavoro fatto in passato. Con un richiamo forte alla piena attuazione del federalismo fiscale.
«I cittadini lombardi non sono di serie B. Solo con il federalismo fiscale sarebbe consentita alle Regioni una maggiore libertà di movimento. Senza questo snodo essenziale le riforme istituzionali non possono avere gambe per camminare e produrre quei benefici che i cittadini e il Paese attendono». Roberto Formigoni spiega l’anomalia ai quasi 300 operatori del settore riuniti nell’auditorium del Pirellone per la definizione delle linee guida del documento programmatico in campo sanitario per il prossimo biennio. Puntando il dito sulla distribuzione delle risorse: «Il sistema attuale così strutturato è iniquo e inadeguato - prosegue il governatore -. La Lombardia ha il bilancio in pareggio, come certificato dalla Corte dei conti. Ma i trasferimenti del fondo sanitario nazionale restano, per ogni cittadino lombardo, nettamente inferiori a quelli delle altre Regioni. Il 2006 dovrà essere importante per rivedere le regole». Entra nel dettaglio delle cifre l’assessore alla Sanità del Pirellone, Alessandro Cè. «La Lombardia partecipa per il 53 per cento al fondo perequativo nazionale, per un totale di 3,5 milioni di euro. Inoltre partecipiamo anche a chiudere i buchi di bilancio delle altre Regioni. E riceviamo meno degli altri».
Poi tocca ai tecnici illustrare le linee del prossimo piano socio sanitario. «Che - assicura Formigoni - non si discosterà molto da quelli passati. È dal '96-97 che abbiamo iniziato questo progetto rivoluzionario e anche i dati confermano che la direzione intrapresa è quella giusta: il 20 per cento dei cittadini italiani, anche se non lombardi, scelgono la nostra regione per farsi curare».
Sia Cè sia l’assessore alla Famiglia, Giancarlo Abelli, ricordano le direttrici lungo cui si muoverà l’azione della Regione nel campo della sanità. Il rispetto della dignità umana, il soddisfacimento del bisogno di salute, l’equità di accesso all’assistenza, la libera scelta del cittadino tra strutture pubbliche e private, l’economicità nell’impiego delle risorse e la sussidiarietà.