Sanità Recup, 2mila posti di lavoro ad alto rischio

«È una vicenda oscura», quella della Capodarco, la cooperativa che gestisce il servizio Recup regionale, e i cui circa 2mila lavoratori rischiano il posto. Lo dichiara Tommaso Luzzi (An-Pdl), consigliere regionale e componente la commissione Sanità. Che promette il massimo impegno: «Non ci dormo la notte per salvare il posto di lavoro dei circa 2mila dipendenti della Capodarco». «L’idea di internalizzare il servizio con la scusa di ridurre i costi - ha proseguito Luzzi - è ridicola e non sta in piedi: in realtà si chiude d’imperio un servizio che è unanimemente riconosciuto come il migliore in Italia per assegnarlo alla Asclepion, società consortile che si occupa unicamente di formazione e che si era proposto persino di eliminare. Penso che togliere il servizio alla Capodarco sia un altro tragico errore del Presidente e commissario Marrazzo, e del suo onnipresente assessore e vice presidente Montino». «Ogni compito - ha sottolineato Luzzi - deve essere assegnato a chi è maggiormente competente e professionalmente preparato a espletarlo. La loro iniziativa è indifendibile e mi sembra che non trovi validi sostenitori se non in chi, da ex sottosegretario alla salute in cerca di spazio sulla stampa, si è spacciato per ciò che non è intervenendo su problemi che affronta solo da lontano».
Sul Recup si esprime anche la Cisl, che ieri ha incontrato Luzzi. «Qualsiasi sia la scelta che verrà fatta - dicono il segretario regionale Tommaso Ausili e quello romano Funzione pubblica Francesca Coscarella - necessariamente il nuovo servizio Recup regionale dovrà prevedere un potenziamento rispetto all’attuale, con aumento del numero delle postazioni (rispetto alle attuali 200) in quanto le stesse ad oggi non soddisfano le oltre 4 milioni di telefonate. Infatti le richieste delle persone che oggi chiedono e hanno necessità di parlare con Recup richiederebbe almeno l’incremento del 40 per cento dell’attuale servizio e a questo dobbiamo aggiungere che le persone non servite ogni giorno sono uguali alle persone servite». «L’inserimento di tutte le strutture che erogano prestazioni sanitarie per conto del Ssr all’interno del sistema Recup - prosegue la nota - oltre che a garantire una maggiore offerta controllata potrà garantire anche il governo della domanda di prestazioni sanitarie. L’estensione del servizio Recup riuscirebbe a garantire il monitoraggio (ante rispetto al post di oggi) dei “tetti” posti a ogni operatore privato/classificato di prestazioni, e quindi un’importante funzione di controllo sulla spesa, potendo così prevedere lo sfondamento dei tetti. Inoltre dovrà essere garantito un maggior controllo sulle prestazioni erogate, attraverso il confronto tra le agende prese in carico e le relative autorizzazioni regionali rilasciate. La messa a regime del servizio Recup in tutte le strutture sanitarie che erogano prestazioni per conto del Ssr, dovrà garantire il rispetto dei protocolli di qualità sulla tempistica delle prestazioni a secondo la specialità».