Sanità: la Regione dà il colpo di grazia

(...) precedente giunta Vincenzi con l’Irpef allo 0,8 per cento e la tassa di soggiorno per i turisti che pernottano in città e che lo scorso anno ha garantito un gettito di 1,4 milioni. «Rispetto al 2011 lo Stato verserà nelle nostre casse 42 milioni in meno che non era possibile recuperare in altro modo - spiega Marco Doria -. Stiamo vivendo una situazione di emergenza e i Comuni non hanno possibilità di vivere un reale federalismo fiscale ma riscuotono solo per il governo centrale. Inoltre, c’è troppa evasione fiscale e le persone oneste stanno facendo lo sforzo anche per chi non paga: il Comune farà un forte pressing per recuperarla».
Un bilancio che si compone di due voci: la spesa rigida, pari a 780 milioni, e quella per i servizi, 106 milioni. Nella parte rigida ci saranno 233 milioni di spesa per il personale, 128 milioni a servizio del debito (interessi e mutui contratti dal Comune), 109 milioni per il contratto di servizio Amiu per la raccolta dei rifiuti coperti dalla Tia, circa 100 milioni per Amt, l’azienda di trasporto pubblico, 16 milioni per il contratto di servizio con Aster, l’azienda per le manutenzioni. I 106 milioni di spesa per i servizi al cittadino si divideranno in vari settori tra cui 37,5 milioni di spesa per i servizi sociali, e 31,3 per la scuola.
Qualcuno si aspettava che per recuperare i milioni mancanti si potesse ricorrere a tagli drastici e ad una ristrutturazione corposa della macchina comunale, magari rinviando a settembre decisioni di aumento per la tassa sulla casa. Le uniche cose ad essere state toccate sono state le colazioni per gli assessori nei giorni della riunione di giunta. Tagliati cappuccini e pasticcini e tagliato anche il servizio taxi per i componenti della giunta: d’ora in poi sindaco e assessori si divideranno le tre auto di servizio a disposizione di palazzo Tursi oppure saliranno in bus. Un segnale verso gli sprechi della politica, mentre a bilancio il Comune risparmierà non più di 30mila euro. Per far quadrare i conti, dunque, si ricorre solo alla tassazione, «perché non abbiamo avuto il tempo di poter ragionare su ampi scenari - si giustifica il primo cittadino -. A quello ci arriveremo con il prossimo bilancio di previsione».
Un passaggio politico condiviso anche con i nove presidenti dei Municipi, quindi l’annuncio da parte dell’assessore Franco Miceli che non vi sarà alcuna tassa di scopo per salvare Amt dal fallimento e l’impegno perché il Comune ragioni sulla possibilità di lasciare locali in affitto per alcune sue strutture e trasferirsi in sedi di proprietà.
Maggioranza in bilico.
Le scelte di Doria, tuttavia, trovano già le resistenze di parte dei gruppi che sostengono la sua avventura. Ieri, infatti, Italia dei Valori ha comunicato la propria volontà di non assecondare la delibera che arriverà martedì in consiglio comunale: «Non voteremo a favore - spiega Nicolò Scialfa, capogruppo in consiglio regionale e dirigente ligure del partito di Di Pietro -. Lunedì pomeriggio prenderemo una decisione sull’astensione piuttosto che il voto contrario. O, magari, potremo anche lasciare l’aula perché l’Imu è una tassa che contestiamo e abbiamo contestato anche durante la campagna elettorale». Stessa strada potrebbe essere seguita da Antonio Bruno per Federazione della Sinistra, altra forza che non vede di buon occhio la delibera. Se, davvero, Idv e Fds non votassero basterebbe un assente in aula tra Pd, Sel e Lista Doria per non permettere al sindaco di vedere approvato il bilancio: «Che si potesse ricorrere ad azioni di questo tipo lo sapevamo. È tutto scritto nel programma elettorale che le forze che mi hanno sostenuto avevano sottoscritto», è la replica di Doria. Ma Scialfa non ci sta: «Questa non è una ripicca perché non siamo rappresentati in giunta. Basta con questa storia per cui noi siamo il partito dei monelli». E siamo solo all’inizio.
Pdl: «Fermiamo l’aumento». Intanto, ieri pomeriggio, il Popolo della libertà ha definito l’assetto con il quale si presenterà in consiglio comunale scegliendo Lilli Lauro come capogruppo e Mario Baroni quale vice capogruppo. «Dobbiamo affrontare il bilancio e preparare con tutta la squadra del Pdl gli ordini del giorno per abbattere l’aliquota Imu del sindaco Doria», si presenta Lauro. «Se agli aumenti di questo si somma l’aumento del 60 per cento del reddito catastale deciso dal governo Monti - prosegue Lilli Lauro -, il costo arriva a un aumento vertiginoso di oltre l’800 per cento per le tasche dei genovesi».