Sanità, Regione alla frutta dopo la cena segreta dei bolliti

(...) «Se venissi invitato a una cena di tutti i dirigenti al Bilancio io non so se ci andrei, di certo però avvertirei l’assessore interessato». A parti inverse la stessa cosa non è avvenuta. Anzi, pare che l’assessore Pittaluga si sia lasciato andare a un velenoso: «È un po’ funzionario questo Montaldo». Lui morde: «Può darsi che io sia un funzionario, infatti sono impegnato a far funzionare le cose». E contrattacca: «E sono impegnato a non dimenticare le scadenze», frecciata agli uffici di Pittaluga che solo all’ultimo si sono accorti di dover pubblicare entro il 30 novembre sulla Gazzetta Ufficiale il decreto della manovra fiscale.
Non aggiunge altro Montaldo. Epperò, con il solo fatto di essere intervenuto lascia intendere che se guerra vuole guerra avrà, il grande tessitor di trame politiche, come ormai è stato ribattezzato Pittaluga. Che i due non si amino è ormai noto. Che Claudio Burlando stia valutando se e come intervenire è per ora solo una voce. Di certo c’è che l’articolo del Giornale sulla cena che sarebbe dovuta restare segreta ha creato non poco scompiglio fra i partecipanti, chi preoccupato dei risvolti, chi si è messo a caccia del traditore che ha parlato. Nei corridoi di via Fieschi hanno fatto eco diversi stizzosi malumori. Perché al tavolo dei bolliti sedevano diversi esponenti legati a doppio mandato con la Margherita: il capogruppo Claudio Gustavino, Domenico Crupi il direttore generale alla Sanità e Giuseppe Profiti il direttore generale al Bilancio. Così, in molti nel centrosinistra hanno iniziato a domandarsi dove voglia arrivare la Margherita, se questo sia un partito nel partito, o una lobby in grado di condizionare le scelte e via così questionando.
E la guerra fra assessori si intreccia con l’aumento delle tasse da approvare, c’è anche chi chiede la testa di Pittaluga nel caso la manovra non venisse varata. La maratona ostruzionistica parte domani notte. I 14 consiglieri del centrodestra ha assegnato «un ruolo a ogni combattente» per dirla con Gianni Plinio il capogruppo di An, e sta cercando di iscrivere quanti più relatori di minoranza, che possono parlare illimitatamente. Per ora sono in sei agguerritissimi: Gianni Plinio, Luigi Morgillo, Matteo Marcenaro, Matteo Rosso, Nicola Abbundo e Fabio Broglia, ma oggi la giunta del regolamento potrebbe dare il via a tutti i consiglieri di minoranza o almeno a Sandro Biasotti, Francesco Bruzzone e Franco Orsi. I 26 consiglieri di centrosinistra hanno organizzato i turni, sei ore di presenza ciascuno ma sarà dura, perché dovranno essere loro a garantire il numero legale di 21. Preoccupato il presidente Claudio Burlando, che ieri per la terza volta è tornato in ufficio di presidenza a sondare le intenzioni dell’opposizione. In serio forse il sostegno dei Verdi. La capogruppo Cristina Morelli è ancora inviperita «dall’arroganza dimostrata dai Ds sulla caccia» e deciderà il da farsi solo oggi, dopo la riunione con segretari e capigruppo di centrosinistra: «Vogliamo capire se saremo sempre soli sulle questioni ambientaliste e animaliste o se si decideranno a darci certezze sul programma». Un primo segnale Morelli lo ha dato ieri, bocciando l’inserimento d’urgenza nei lavori del Consiglio del park dell’Acquasola.
Intanto, Mino Ronzitti il presidente ha voluto riunire i 108 dipendenti del Consiglio per spiegare loro «vis-a-vis e non per lettera» perché li farà lavorar di notte. Trattasi, ha detto, del «dovere di garantire il rispetto di scadenze urgenti e su provvedimenti, come questo, che mi sono stati chiesti dalla Giunta». «E poi dice che non è di parte» commenta Plinio.