Sanità, la Regione trova un medico a cui piace il piano

Tutti contrari alle idee di Montaldo con una sola eccezione. Centrodestra pronto a fare ostruzionismo in aula

È una notizia sensazionale. L’assessore Claudio Montaldo è riuscito a trovare un medico che approva il suo piano di riorganizzazione della Sanità. Si sono appena concluse le audizioni in commissione Sanità di tutti gli «addetti ai lavori», di tutti coloro che lavorano in ospedali, strutture sanitarie o comunque che vivono a contatto quotidiano con i pazienti. Tutti hanno criticato il piano della Regione. Tutti tranne il professor Pierluigi Venturini, della società italiana di ginecologia, che ha invece magnificato i progetti di Montaldo. Se è vero che quando si vede tanti andare in direzione opposta è sempre possibile assistere a un caso di follia collettiva, ci pensa l’opposizione a ricordare a Burlando che in genere è più probabile che a sbagliare strada sia il singolo. Tutta l’opposizione, che ritrova compattezza e soprattutto tira fuori gli artigli. Anzi, detta l’ultimatum: «O Montaldo ritira il piano, o siamo pronti all’ostruzionismo».
Luigi Morgillo e Matteo Rosso, uomini di punta di Forza Italia, spiega che «si poteva attaccare già prima, quando era chiara la confusione della giunta, ma si è volutamente atteso l’esito delle audizioni: ora che tutti gli addetti ai lavori si sono espressi in modo contrario, ora che sono piovute critiche anche da autorevoli esponenti della sinistra fino al caso del sottosegretario Lorenzo Forcieri, è il momento di impedire il varo del piano. Se c’è disponibilità a trattare bene, altrimenti si farà ostruzionismo con le tende e i sacchi a pelo». E via a snocciolare tutti i pareri decisamente contrari, espressi da qualsiasi sindacato, da tutte le associazioni di medici, dagli ospedali e dalle aziende sanitarie. Destra e sinistra non c’entrano, le critiche sono bipartisan e tecniche. Sandro Biasotti attacca sia il goveratore, sia l’assessore alla Sanità: «Hanno sempre garantito che non si sarebbero toccati i servizi, ma in realtà il piano prevede il taglio di 385 posti letto per acuti e risparmi sul personale, cioè minore assistenza. Non si parla di 118, né di miglioramento tecnologico, né si sente più parlare dell’ospedale di Vallata. Cioè siamo andati indietro di sette anni».
Quello che preoccupa Gianni Plinio di An è soprattutto il fatto che «questa giunta costruisca una casa facendo prima il tetto delle pareti. Infatti non c’è ancora il piano sanitario regionale, ma si pretende di approvare il piano di riorganizzazione ospedaliera, che è quello che dovrebbe applicarne le linee guida. Per questo ritengo sia piuttosto un piano di disorganizzazione ospedaliera». E così Francesco Bruzzone, capogruppo della Lega, trema all’idea del «metodo» usato per arrivare a questo risultato: «Su queste cose prima si ascoltano i pareri degli addetti ai lavori, poi si cercano di tradurli in un piano articolato. In questo caso, o non li hanno ascoltati prima o, peggio ancora, li hanno ascoltati e hanno fatto il contrario. In ogni caso sono arroganti e incapaci, tanto che tutti oggi contestano questo piano».
L’assessore Montaldo continua a dirsi disposto ad accogliere correttivi e miglioramenti, ma non a ritirare il provvedimento o a stravolgerlo. Neppure considerando che il ministero della Salute ha sì approvato le sue linee guida, ma lo ha anche criticato definendolo «non del tutto coerente al quadro di riferimento», e annotando tutte le cose che vanno aggiunte e riviste. Un piano che non piace a nessuno, ma che la giunta, per poter approvare, deve far digerire a qualcuno in più che non il solo professor Venturini. E Nicola Abbundo dell’Udc coglie il rischio: «In buona parte della maggioranza esistono resistenze, neppure loro sono d’accordo con l’imposizione di Montaldo e Burlando. Per una volta invito chi ha posizioni critiche a non votare per cieca obbedienza di partito, ma con la coscienza di chi ha a cuore le sorti degli ospedali e dei cittadini». In altre parole, ad accettare l’idea che è più facile che abbia torto uno piuttosto che tutti gli altri.