Sanità, la rivoluzione di Burlando russa

L’opposizione: «La nave affonda e il comandante lascia solo l’equipaggio»

(...) da Mosca ha fatto sapere che no, le comunicazioni ci tiene a farle lui. Risultato: tutto rinviato a lunedì prossimo. Intanto però oggi a Roma ci sono due tavoli intorno ai quali la Liguria dovrà convincere il governo della bontà del proprio piano di rientro dei costi, scongiurando l’aumento indiscriminato e al massimo delle aliquote di Irpef e Irap. Al tavolo politico con il ministro Livia Turco sarà presente Montaldo. Al tavolo tecnico, ironia della sorte, andranno proprio quei due direttori generali, Domenico Crupi alla Sanità e Giuseppe Profiti al Bilancio, che la Regione sta metaforicamente cercando di «far fuori» dai tempi della famigerata «cena dei bolliti», in seguito alla quale Profiti non è stato promosso a segretario generale della Regione e Crupi rischia di «finire» al Cba.
Assente, dalle aule liguri e romane, Burlando. Dice il centrosinistra che la polemica è strumentale, perché i passi politici che poteva fare il presidente li ha fatti e adesso tocca ai tecnici. Ribatte il centrodestra che invece non c’era momento più sbagliato per andarsene: «Questa gita ha del clamoroso, c’è da domandarsi quali siano le priorità di Burlando» attacca Gianni Plinio il capogruppo di An. «Sarebbe dovuto restare, concordare un’azione comune con il presidente della Conferenza dei presidenti di Regione, Vasco Errani, fare pressing su Romano Prodi, perché dietro ai numeri c’è la politica ed è quella che prevale» avverte Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia. Che ironizza: «L’unica buona ragione per andare in Russia ora sarebbe far arrivare in Liguria il gasdotto, ma poiché non è di competenza della Regione non ne vedo altre».
E invece è stato un viaggio fruttuoso, altroché. L’enogastronomia che sbarca sul mercato russo, la richiesta alla Liguria «di una collaborazione ad ampio spettro: vogliono costruire con noi una joint venture, con Fincantieri e con altre imprese private» spiega Burlando. E poi il petrolio, siamo o non siamo la patria dell’Erg? Ma anche la spinta al flusso turistico verso la Liguria, l’interesse russo per le bellezze e le potenzialità della Riviera, Casa Italia, la nautica, i fiori.
Certo, erano tutte o quasi cose già avviate, ma insomma. Esisteva già, spiega Burlando, «una collaborazione amplissima con Finmeccanica e molte delle aziende del gruppo che si trovano in Liguria, impegnate in progetti importanti come l’automatizzazione delle poste di Mosca». Esistevano già i rapporti fra Ansaldo Energia ed Energomash. Sul fronte diplomatico il consolato russo sotto la Lanterna è già divenuto Consolato Generale. La ligure Erg è già «il più grande acquirente mediterraneo di petrolio russo» e già spicca grazie a «un importantissimo impianto di raffinazione in Sicilia». E il turismo, non solo i russi vanno a Sanremo fin dal 1700, come l’ambasciatore Meshkov ha spiegato a Burlando, tanto che cento anni fa su 20mila abitanti il 10 per cento avevano origini russe. Ma a incrementarlo ci aveva già pensato Sandro Biasotti: «È bastato riattivare un po’ i rapporti negli ultimi mesi per avere 50 voli charter su Genova da Mosca, Ekaterimburg, Samara e Rostov: porteranno 10mila russi quest’estate sulla nostra costa».
Certo restano molte cose da fare. Velocizzare la procedura dei visti, moltiplicando il numero di persone che se ne occupano. Tenere d’occhio i rapporti con la regione di Sverdlovsk, anche quelli attivati da Biasotti. Per ottobre è in agenda una presentazione delle aziende liguri e moscovite. E il colpo di scena potrebbe venire dall’enogastronomia: i prodotti liguri potrebbero sbarcare sul mercato russo cogliendo al volo il blocco delle importazioni di vino dalla Georgia deciso da Mosca. Del resto non è un caso che ligure sia chef di un ristorante di gran voga a Mosca, il Noa, frequentato dalle star dello show business locale come dal patron del Chelsea Roman Abramovic: Mirko Caldino si occupa dei loro palati e sotto di lui ci sono altri 38 chef. «Ci ha proposto di aprire la via per la nostra enogastronomia, con l’appoggio di alcuni importatori». E poi i fiori. L’opposizione accusa Burlando di averli colti solo in campagna elettorale? Ecco il soccorso russo: ci sarà una joint venture con partner italiani per distribuire i nostri fiori in Russia, perché Mosca li comprava in olanda a un prezzo più alto e poi s’è accorta che erano liguri. E se son rose fioriranno.