Sanità: le sfide del Pdl

Riduzione del numero delle direzioni aziendali che procurano costi e non sono coordinate tra loro, un’unica azienda territoriale e un’unica ospedaliera. Ultimo giorno di campagna elettorale. E Gianni Alemanno sceglie per il rush finale il terreno sanitario, facendo un tour dei principali ospedali capitolini insieme al presidente di An Gianfranco Fini e ai due senatori Domenico Gramazio e Cesare Cursi. Un giro cominciato ieri mattina intorno alle 9.30. Prima tappa, il policlinico Umberto I, una struttura che, secondo Alemanno, va rilanciata, rendendola un polo d’eccellenza. «Deve esistere un policlinico nel cuore di Roma che sia un modello anche a livello internazionale - spiega Alemanno ai lavoratori della struttura sanitaria. Per questo anche se i poteri del sindaco non sono estesi anche alla sanità prendiamo un impegno politico. Vogliamo Roma capitale europea anche a livello sanitario».
Dopo l’Umberto I, è la volta dell’ospedale Forlanini. E qui il candidato sindaco del Pdl interviene a brutto muso sul progetto disposto dalla regione Lazio, di trasferire nella struttura il consiglio regionale. «Mi impegno contro la chiusura del Forlanini, punto di eccellenza della sanità romana - promette l’ex ministro di An. I reparti funzionanti devono rimanere tali, mentre quelli da ristrutturare potrebbero essere utilizzati dalla Terza università di Roma». Alemanno ha visitato il reparto chirurgia toracica, all’interno del quale il professor Massimo Martelli ha mostrato al candidato del Pdl e a Fini le 45 mila firme raccolte, in due mesi, per salvare il Forlanini. «Non bisogna far diventare questo ospedale un palazzo della politica - tuona Alemanno - perché deve rimanere un polo di eccellenza per la sanità romana».
Sulla possibile chiusura del Forlanini interviene anche Gianfranco Fini, definendosi contrario al progetto. «Un infermiere mi ha fatto leggere una lettera che ha inviato Rutelli in cui scrive che bisogna difendere il Forlanini. Si da il caso che lo voglia chiudere Marrazzo. Quella di Rutelli è un’ipocrisia al cubo».
Ultima tappa del tour nei nosocomi capitolini, il policlinico Gemelli. «Perché l’Umberto I non può stare allo stesso livello di questo ospedale? È questa la sfida che vogliamo affrontare - afferma Alemanno concludendo il suo giro.
Ad attendere il candidato sindaco all’uscita un gruppo di cronisti a cui Alemanno illustra le proposte Pdl per la sanità, racchiuse tutte in un testo «La sanità romana». A cominciare dalla riduzione del numero delle direzioni aziendali. «Se ne guadagnerebbe in razionalità di gestione ed efficienza - spiega l’esponente di via della Scrofa - e sarebbe un segnale reale di riduzione del peso della politica sulla sanità». Per Alemanno è necessario bloccare «davvero» le assunzioni e che ci sia un controllo «efficace» della spesa sanitaria con «procedure di centralizzazione degli acquisti» facilitate dall’accorpamento delle aziende. Il candidato sindaco aggiunge inoltre che «la sanità non è soltanto un costo ma anche una grande opportunità per la capitale» perciò bisogna valorizzare le «strutture d’eccellenza».
Prima di lasciare il policlinico Gemelli, da Alemanno un input positivo: «La sanità romana non è soltanto un costo, ma anche una grande opportunità per la nostra capitale».