Sanità, «stangata» sempre più vicina

Aumento dell’Irpef e dell’Irap in vista per i cittadini del Lazio. Colpa dello spaventoso disavanzo della sanità (125,2 milioni di euro), da tempo noto, che era costata al Lazio una procedura di infrazione e un piano di rientro concordato con il governo ma evidentemente non sufficiente. Giovedì, proprio durante il passaggio di consegne tra Prodi e Berlusconi, da Palazzo Chigi è partita la missiva per il presidente della Regione Piero Marrazzo: così non va, era più o meno scritto nella missiva, vi evitiamo per ora il commissariamento, ma voi dovete aumentare entro 30 giorni l’addizionale Irpef e l’aliquota Irap. Una vera stangata per i romani. Che ormai non possono nemmeno più sperare nella benevolenza mostrata finora dal governo di centrosinistra nei confronti di un’amministrazione regionale dello stesso colore. «L’allarme lanciato più volte dai gruppi di opposizione in consiglio regionale - constata Fabio Desideri, coordinatore regionale della Rosa per l’Italia e consigliere regionale - aveva un fondamento, non si trattava di mera polemica politica, come l’esecutivo di centrosinistra voleva far credere. I conti della sanità non sono a posto e il percorso di risanamento avviato dal Lazio non funziona: è inadeguato e approssimativo». E quella che attende i cittadini laziali è, per Desideri, nient’altro che «una batosta». Il ruolo del pompiere spetta al presidente della Regione Piero Marrazzo, che spera di evitare il ruolo del tartassatore: «Dico un netto no a un ulteriore aumento delle tasse nella Regione Lazio e ho chiesto un incontro urgente al governo. Questo territorio non ha bisogno di chiedere ai suoi cittadini e alle imprese un ulteriore aumento delle aliquote Irap e Irpef per ripianare il presunto extradeficit del 2007 del Sistema Sanitario Regionale. La Regione Lazio ha già stanziato la copertura del disavanzo 2007 nella finanziaria regionale 2008». Della stessa idea l’assessore regionale al Bilancio Luigi Nieri: «Non intendiamo aumentare le tasse. Al contrario, come previsto dagli ultimi documenti economici e finanziari regionali, il nostro obiettivo resta la progressiva diminuzione dei prelievi fiscali entro l’orizzonte dell’attuale legislatura». E se per Walter Schiavella, segretario generale Cgil Roma e Lazio «è ora che la Regione ed il Governo rivedano tempi e modi di quei piani di rientro che, altrimenti, risaneranno le finanze ma uccideranno la sanità pubblica», il senatore del Pdl Stefano De Lillo sgombera il campo da ogni ottimismo di facciata: per risolvere i guai della sanità nel Lazio «sarà necessaria una preliminare presa d’atto chiara e trasparente della malattia che la affligge e non un ottimismo non documentato da numeri e cifre».