Sanità, ticket abolito ma quei dieci euro si pagano lo stesso

I computer della Asl 3 non sono riusciti ad aggiornare gli sportelli

(...) continuato a pagarlo. Pochi invece, i fortunati, che davanti agli sportelli delle varie strutture pubbliche sanitarie, si sono sentiti dire che l'imposta non doveva essere più versata. Insomma sistema informatico non aggiornato, più personale non informato, uguale caos. Così anche questa volta i computer hanno fatto tilt creando disagi e danni a chi ha pagato, quando invece non doveva. La storia è presto fatta. Dopo una lunga battaglia che ha visto diverse forze politiche impegnate per l'abolizione del ticket da 10 euro sulle ricette per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale - introdotto dal Governo con la Finanziaria -, è arrivato il decreto di abolizione regolarmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 115 del 19 maggio, dunque sabato, con entrata in vigore il giorno successivo, ovvero domenica.
Questo sulla carta, visto che nessuno si è preso la briga di aggiornare i computer e avvertire chi di dovere. Il risultato è stato, ed è tutto ora, il caos più completo. A testimoniarlo le lamentele degli utenti davanti agli sportelli delle varie strutture sanitarie. C'è addirittura chi è dovuto tornare a casa perché il computer non riconosceva, o meglio, non emetteva le etichette applicative. È accaduto ad esempio che nella struttura sanitaria di Borgo Fornari (frazione di Valle Scrivia) padre e figlio si sono sentiti respinti e invitati a tornare per dei semplici prelievi del sangue, creando non pochi disagi a uno dei due uomini, colpito da handicap. «Siamo dovuti tornare via, non hanno sentito ragioni, malgrado mio padre sia affetto da grossi problemi di invalidità - spiega il figlio -. Non sono stati in grado di darci altre spiegazioni se non quella di tornare, visto che il computer non era stato ancora aggiornato. Non credo sia corretto che a pagare o in un modo o in un altro siano sempre gli utenti finali, cioè noi».
La cancellazione del ticket, che arriva puntuale ad una settimana prima delle elezioni amministrative, non ha certo creato meno disagi nelle strutture ospedaliere genovesi, dato che in tanti hanno regolarmente pagato, causa la mancata informazione e sistema informatico non aggiornato. Ad Arenzano è andata sicuramente meglio: lì i cittadini già a partire dalle 10 non hanno più pagato ticket, così come all'ospedale Evangelico Internazionale, dove il decreto era già alle 9 del mattino sulle scrivanie. Dagli uffici dell'Azienda Sanitaria 3 - quella che abbraccia il sistema sanitario da Cogoleto a Camogli, passando per le vallate -, fanno sapere che il disagio è prevalentemente legato ai tempi della pubblicazione del decreto e alla sua entrata in vigore, che non hanno permesso l'aggiornamento in tempo reale.
«Tutto ciò ha inesorabilmente comportato difficoltà per l'immediata applicazione e come in passato ha creato purtroppo problemi per gli utenti - spiegano i responsabili Urp -. Il che significa che tutti coloro che devono prenotare visite specialistiche o analisi di laboratorio potranno pagare ancora, con il diritto a essere però poi rimborsati. Gli utenti possono comunque avviare tutte le pratiche di rimborso, tramite Cup o tramite gli uffici relazioni con il pubblico presenti nelle varie aziende ospedaliere. Si conta che nel giro di venti giorni, si possa rimborsare regolarmente tutti con un assegno».