Sanità, Del turco verso la scarcerazione

Depositate le istanze di scarcerazione presentate
dal pool di magistrati che seguono l’inchiesta sulle
presunte tangenti nella sanità abruzzese. Per gli indagati che si trovano in carcere
l’accusa ha chiesto gli arresti domiciliari. Per chi, invece, è ai domiciliari la scarcerazione

Pescara - Sono state depositate questa matina al gip Maria Michele di Fine le istanze di scarcerazione presentate dal pool di magistrati pescaresi che seguono l’inchiesta sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese. I magistrati sono il procuratore capo Trifuoggi e i sostituti Bellelli e Di Florio. Secondo gli inquirenti sarebbero venute meno le esigenze di custodia cautelare. Per gli indagati che si trovano in carcere l’accusa ha chiesto gli arresti domiciliari. Per chi, invece, sta ai domiciliari la scarcerazione. Si tratta, in particolare, di Giancarlo Masciarelli, ex presidente Fira, e Angelo Bucciarelli, ex segretario particolare di Mazzocca. Gli arresti domiciliari vengono mantenuti per il solo ex assessore alla sanità di centrodestra Vito Domenici. In libertà tornano - se le richieste vengono accolte - anche coloro che avevano gli obblighi di dimora: l’ex assessore alla sanità della Giunta del Turco, Bernardo Mazzocca e Francesco Di Stanislao al quale era stato impedito di dimorare a Pescara.

La posizione della procura "Le misure cautelari nei confronti dei componenti della giunta regionale sono state richieste dalla Procura di Pescara non perchè sussistesse il pericolo di fuga degli indagati ma il pericolo di reiterazione del reato e quello di inquinamento delle prove". Il procuratore Nicola Trifuoggi a proposito del pericolo di reiterazione del reato ha spiegato che in Regione "erano allo studio provvedimenti che avrebbero gettato definitivamente non in ginocchio ma sotto terra la sanità abruzzese. Dovevamo impedire che ciò si verificasse, non a livello politico ma a livello di reato". Per quanto riguarda il pericolo di inquinamento delle prove "ci sono state - ha detto Trifuoggi - delle fughe di notizie, sia pur parziali, e lo abbiamo saputo. E poi - ha aggiunto - c’è stato un grande agitarsi da parte di del Turco".

Le tangenti versate Le somme provento della presunta corruzione e delle presunte concussioni sono 200 mila euro per Del Turco e Cesarone; 5.800.000 euro per Del Turco, Cesarone e Quarta (oltre a tentativo per altri 250 mila euro); 110 mila euro per Cesarone e Boschetti; 15 mila euro per Cesarone; 500 mila euro per Domenici e Masciarelli (oltre al tentativo per per altri 500 mila euro); 6.250.000 (oltre a 550 mila euro promessi ma non versati) per Conga. Altre ingenti somme sarebbero state inutilmente pretese o riscosse - secondo quanto accertato dalle indagini - da indagati nei confronti dei quali non sono state richieste o applicate misure cautelari.

La carriera di Del Turco Ottaviano Del Turco, ex ministro delle Finanze, nelle elezioni regionali del 3 e 4 aprile 2005 viene eletto presidente della Regione Abruzzo, per la coalizione dell’Unione con il 58,1% dei voti, e lascia l’incarico di Strasburgo. Dopo il diploma di licenza media inferiore emigra a Roma ed inizia il suo apprendistato sindacale nella sede romana dell’Istituto nazionale confederale di assistenza (Inca). Come sindacalista di area Psi, entra a far parte della segreteria provinciale della Fiom di Roma e quindi approfondisce la sua conoscenza del sindacato dei Metalmeccanici entrando a far parte dell’ufficio di organizzazione centrale della Fiom (Federazione operai Metalmeccanici) della Cgil (1968). Prosegue la carriera sindacale prima guidando per molto tempo la corrente socialista della Cgil e successivamente diventando segretario aggiunto durante la segreteria di Luciano Lama (1970-1986). Nel 1992 lascia il sindacato e un anno dopo diventa segretario nazionale del Psi subentrando a Giorgio Benvenuto, che aveva provvisoriamente sostituito Craxi al momento dell’uscita di quest’ultimo dalla vita politica italiana. Il partito, sconvolto dall’inchiesta Mani pulite, durante la sua segreteria si sfalda, diventando prima SI (Socialisti Italiani) e poi Sdi (Socialisti Democratici Italiani). Con quest’ultimo movimento, nel 1994 Del Turco viene eletto alla Camera (XII legislatura) nel collegio elettorale di San Lazzaro di Savena e viene nominato vicepresidente della Commissione Affari Esteri; nella successiva legislatura viene eletto al Senato nel collegio di Grosseto per L’Ulivo. Dal 16 maggio 1996 al 6 febbraio 1997 è presidente del gruppo dei senatori di Rinnovamento Italiano. Durante il secondo governo Amato (2000) ricopre l’incarico di ministro delle Finanze. La sua attività politica è legata anche alla Commissione Antimafia, della quale è stato presidente. Nel 2004 viene eletto al Parlamento europeo nella circoscrizione sud, con 180 mila preferenze, per la lista Uniti nell’Ulivo e si iscrive al Partito Socialista Europeo. Nel 2007 fonda l’associazione Alleanza Riformista con l’intento di portare lo Sdi nel Partito Democratico, in seguito al congresso nazionale dello Sdi, nel quale prevale la linea del segretario nazionale Boselli, abbandona il partito per confluire con Alleanza Riformista nel Partito Democratico. Dal 23 maggio 2007 è uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico. Il 14 luglio scorso viene arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta su presunte taangenti nella sanità condotta dalla Procura della Repubblica di Pescara.