Sanità, Vendola: pm divisi sull'archiviazione

Due pm di Bari intendono chiedere l'archiviazione sul conto del governatore della Puglia. Ma il pm Digeronimo insiste accusando Vendola di concussione. L'indagine non riguarda il rientro di un cervello migrato negli Usa ma presunte pressioni per le nomine di manager Asl

Bari - Per ora di certo si sa soltanto una cosa: il pool che sta lavorando sulla gestione della sanità in Puglia, nella quale è indagato per concussione anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, è spaccato. I tre pubblici ministeri sono divisi sul da farsi. In un atto inviato al procuratore della Repubblica, Antonio Laudati, due pubblici ministeri (Francesco Bretone e Marcello Quercia) hanno affermato che intendono chiedere al gip l’archiviazione dell’indagine sul presidente, poiché a carico di Vendola "non vi sono elementi sufficienti a sostenere l’accusa a dibattimento". Ma il pm Desirè Digeronimo la pensa in modo diverso: è contro l'archiviazione e ritiene che ci siano sufficienti elementi per sostenere l’accusa in un processo.

Possibile via d'uscita Al momento non si sa cosa deciderà di fare il procuratore Laudati perché tutti gli atti del procedimento sono a firma congiunta. Una via d’uscita potrebbe essere rappresentata dal deposito dell’informativa conclusiva a cui stanno lavorando gli investigatori. L’informativa potrebbe fornire una chiave di lettura della vicenda poiché conterrà tutte le trascrizioni dei colloqui telefonici e ambientali intercettati e l’esame degli atti amministrativi acquisiti nel corso degli accertamenti. Permetterà quindi di incrociare elementi e di fare valutazioni complessive su tutta la vicenda.

Indagine sulle nomine a manager Contrariamente a quanto si era appreso nelle scorse settimane l'indagine non riguarda il rientro di uno dei "cervelli" italiani che erano migrati negli Usa, ma un presunto sistema di potere che avrebbe imposto ai direttori generali le nomine di direttori amministrativi e sanitari e di primari in alcune Asl pugliesi.  Negli atti giudiziari oltre al nome di Vendola compaiono quelli di altre dieci persone, tra cui l’assessore ai trasporti Mario Loizzo, l’ex assessore alla sanità Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, e l’ex dg della Ausl Bari Lea Cosentino.