La sanità di Veronesi: «Camere singole e orari di visita liberi»

La sanità ideale secondo l'oncologo Umberto Veronesi? Niente stanze a quattro letti, niente visite dei parenti confinate in un paio d'ore striminzite. Ma ospedali che possano garantire una camera singola ad ogni malato e la possibilità di ricevere i propri cari durante tutto l'arco della giornata. Anche questa è etica. Anche questo serve a guarire. Costa ma serve.
Il medico, direttore scientifico dello Ieo, ha illustrato il decalogo dei diritti del malato durante lo Ieo day, la giornata di celebrazione dei 19 anni dell'istituto. «All'inizio in istituto avevamo solo camere singole - spiega - ma la Regione si era opposta perché non avrebbe potuto replicare una condizione del genere nelle altre strutture. Eppure è giusto garantire al paziente quiete e privacy. E poi basta con gli orari imposti ai parenti, è una pratica primitiva».
Veronesi sostiene che una delle principali risposte da dare ai pazienti riguardi la tempistica delle cure. E per abbattere le liste d'attesa, la soluzione migliore sarebbe seguire il modello francese: «Dovremmo avere non 8 o 9 istituti oncologici ma fare come la Francia, dove non ci sono liste d'attesa perché ci sono 30 istituti oncologici». Infatti «la legge De Gaulle vuole che ogni dipartimento abbia il suo centro». Certo, conclude Veronesi, «la soluzione è questa ma non è facile, però bisogna cominciare a considerarla per il futuro». Una linea che sembra contrastare con la tendenza a creare poli sanitari iper specializzati. E che mal si concilia con la difficoltà a reperire risorse a causa della spending review. Proprio sul fronte dei finanziamenti, lo Ieo (che chiuderà il 2013 con i conti in attivo) lancia un grido di dolore a nome di tutte le strutture sanitarie che si distinguono per eccellenza e ricerca. «Abbiamo fatto i salti mortali per contrastare i tagli - spiega l'ad Mauro Melis - la spending review e i tagli lineari sono stati una sciagura, hanno colpito tutti, chi meritava e chi no. Dovrebbero essere tagli più ragionati». E in tal proposito è arrivata una promessa da parte della regione Lombardia: a sancirla, davanti alla platea di medici e ricercatori, è stato il presidente della commissione regionale alla Salute Fabio Rizzi: «Abbiamo intenzione di incentivare la ricerca applicata - ha detto in vista della riforma della sanità - Premieremo chi merita e differenzieremo i criteri di rimborso sanitari in funzione della struttura e della qualità della prestazione».
«La spending review per la salute spaventa profondamente i cittadini, eppure una revisione dei costi è inevitabile - sostiene Veronesi - di fronte alla situazione di crisi economica mondiale». E per abbattere i costi, secondo l'oncologo, bisognerebbe eliminare anche certi vizi della medicina difensiva che inducono i medici a prescrivere dieci esami anziché uno: «Il consenso informato è ridotto a un modulo scritto fitto, da firmare in fretta, e che serve soprattutto al medico a sgravarsi di responsabilità».