Sanpaolo, profitti boom in vista del risiko

Banche da record: le prime quattro in Italia hanno macinato 9 miliardi di profitti

Marcello Zacché

da Milano

Dopo Intesa e Unicredito, arriva il Sanpaolo: terza banca per utile netto 2005, con un aumento notevole (+57,9%) rispetto all’anno scorso. Il totale fa 1,98 miliardi. E conferma che il difficile 2005 dell’economia italiana è stata tutta un’altra musica per le banche: nell’era post scandali Cirio, Parmalat, Argentina, i primi quattro istituti nazionali (il quarto è Capitalia) hanno portato a casa la bellezza di 9 miliardi di euro di utili netti. Come si dice in questi casi, una mini-manovrina economica.
Tornando al Sanpaolo, il presidente Enrico Salza si è detto molto soddisfatto dei risultati approvati ieri dal cda, parlando di anno della svolta, sia per la redditività, sia per il nuovo assetto manageriale. Come se ora, preparata la macchina, tutto sia pronto per affrontare la partita delle aggregazioni. I risultati «sono motivo di orgoglio e soddisfazione - ha detto Salza -. Il 2005 si conferma come l'anno della svolta per il nostro gruppo. L'approvazione del piano industriale della Banca italiana dei Territori, con il grande lavoro che ha fatto Pietro Modiano, garantisce un salto di qualità al nostro conto economico».
Poi Salza ha accennato al capitolo del nuovo polo previdenziale: «L'avvio del progetto assicurativo affidato a Mario Greco è il primo passo verso traguardi che porteranno il gruppo ad affermare definitivamente la sua leadership sul mercato».
I conti di cui parla Salza vedono, in effetti, progressi in tutte le principali componenti. Secondo la nota ufficiale diffusa dal gruppo, il margine di intermediazione lordo si attesta a 8.402 milioni (+10,6%), grazie alla positiva evoluzione di tutte le sue componenti, e il Roe (indice che misura la redditività sul capitale) è salito al 17,2%, dal 11,9%. Alla assemblea dei soci verrà proposto un dividendo di 0,57 euro per azione, in aumento del 21,3% rispetto allo scorso anno. Il cost/income ratio (cioè il rapporto tra i costi e la raccolta) ha fatto un forte balzo, attestandosi al 57% rispetto al 63,4% del 2004. Mentre i coefficienti di solvibilità a fine dicembre si attestano al 7,2% per quanto riguarda il tier 1 ratio e al 9,2% per il total risk ratio, e sono entrambi oggetto di innalzamento tramite un programma di collocamento di prestiti subordinati.
L'utile dell'operatività corrente si è attestato a 3.023 milioni (+53,4%) ed ha beneficiato, oltre che della crescita dei ricavi, anche delle azioni di contenimento dei costi. Mentre le sofferenze sono in calo del 5% a 1.080 milioni e gli incagli scendono del 13,8% a 1.168 milioni.