Sanremo, Arcigay attacca la canzone di Povia Bonolis: mossi da rabbia

Alla vigilia della 59esima edizione del
Festival l'associazione si scaglia contro la Rai: "Pregiudizio omofobo". Il conduttore: "Povia non si schiera da nessuna parte". Il cantante: "L'intimità resti privata". Il testo della canzone

Sanremo - Alla vigilia della 59esima edizione del Festival di Sanremo, Arcigay lancia un appello: "Liberiamo Luca dal pregiudizio omofonico". Il riferimento è al brano Luca era gay con il quale Povia parteciperà alla kermesse musicale. "Un’operazione musical-mediatica che rappresenta una ferita per tutte quelle persone omosessuali che in Italia stanno ancora lottando contro l’omofobia e l’ignoranza che pervade molte famiglie e molti contesti sociali". Immediata la risposta del condittore del Festival, Paolo Bonolis, che accusa: "In questo caso l'Arcigay è mosso da rabbia".

L'attacco dell'Arcigay "Questo testo, sbandierando biechi stereotipi e una psicologia da quattro soldi, rappresenta una promozione dei sentimenti di paura e vergogna - prosegue - che molti gay e lesbiche vivono sulla loro pelle, vittime di famiglie che non li accettano, di una scuola che li isola, di una società che non dà loro alcun riconoscimento giuridico dei loro amori". Secondo l'Arcigay, "la storia di Luca è quella di una persona che prova attrazione emotiva e fisica sia per uomini che per donne - e per questo si può definire bisessuale - ma che vive con terrore i propri comportamenti gay, assecondando quell’integralismo cattolico che ci vorrebbe costretti a comportamenti standardizzati e non rispettosi della libertà di ciascuno". "Vorremmo dire a tutti i Luca che vivono in ogni parte del nostro paese e cercano di affermare loro stessi e che si sono arrabbiati nel leggere questo testo, di non avere paura perché essere gay o bisessuali significa essere felici, non nascondersi, non vergognarsi, essere se stessi, non sentirsi in colpa! Ogni verso della seconda strofa della canzone - prosegue la nota - rappresenta una coltellata al cuore di chi combatte quotidianamente per affermare se stesso oltre ogni pregiudizio e desidera esprimersi alla luce del sole". Arcigay, ArciLesbica, Arci, Agedo e Famiglie Arcobaleno fanno, quindi, sapere che rispondono a questo genere di attacchi promuovendo l’appello Guariamo l’Italia dal pregiudizio per "riaffermare la dignità delle persone LGBT e respingere fermamente quella cultura oscurantista che vorrebbe riportare il nostro Paese al medioevo". L’appello è già sottoscritto da diversi personaggi dello spettacolo, della cultura e della comunicazione, tra cui Luciana Litizzetto e Lella Costa.

La risposta di Bonolis La canzone di Povia in gara al Festival di Sanremo è "uno dei tanti racconti dell’omosessualità. La lotta dell’Arcigay è giusta ma l’impegno così marcato a non voler raccontare una storia è uno sbaglio, dettato dalla rabbia di una battaglia che non avrebbero dovuto combattere". In replica alle iniziative preannunciate dall’Arcigay, Bonolis difende la canzone di Povia sostenendo che "gli omosessuali porteranno la loro gioia, allegria, felicità, e anche il loro pensiero. La canzone di Povia non si schiera da una parte o dall’altra ma racconta una storia. Tutti hanno diritto alla fleicità, e la felicità ha molte strade. Vi assicuro comunque che se la canzone fosse stata offensiva, non l’avrei ammessa al Festival". E alla domanda se così come è stato fatto in passato da altri conduttori che hanno accolto sul palco dell’Ariston i portavoce di gruppi che avevano animato proteste su temi sociali, quali ad esempio il lavoro, anche lui pensa di invitare a dire la loro Franco Grillini o altri esponenti del movimento omosessuale, Bonolis ha risposto di non avere idea: "Vediamo in che consiste la manifestazione di domani. Di certo il fatto che siano gay non vuol dire niente, non pregiudica niente: così come accade tra gli eterosessuali, ci sono persone perbene e anche stronzi". Ed ha concluso sottolineando comunque che "se una cosa diventa aggressiva, non c’è bisogno di dare spazio a questa cosa".

Povia: "L'intimità resti privata" Povia risponde al presidente onorario dell’Arcigay Franco Grillini che aveva accusato il cantante di omofobia e di aver mistificato le teorie dei Freud. "Freud diceva che l’omosessualità è contro natura e chi vuole cambiare può cambiare. Quanto all’accusa di omofobia, - ha dichiarato Povia dal sito del settimanale Tv Sorrisi e Canzoni - essere omofobi significa essere contro i gay e questo, nel mio caso, è falso. Se Grillini fa così qualcosa che non va ci sarà". Grillini ha anche sostenuto che Povia abbia detto un "cumulo di banalità". "Questo discorso dei luoghi comuni andrebbe sfatato, quella che racconto è la scelta di uno che va rispettata, la gente poi si faccia un’idea sentendo la canzone. Io non ho pregiudizi, conosco molto bene l’argomento, qualche collega artista - spiega - è cascato nella trappola e mi ha attaccato mentre io non parlavo, ma nessuno aveva sentito la canzone. Non chiedo però a nessuno di scusarsi". Non è spaventato dalle manifestazioni gay di protesta contro il brano con il quale Povia parteciperà alla 59esima edizione del Festival di Sanremo. "Non me ne frega niente, ognuno è libero di fare quello che vuole. La provocazione va bene, a me piace provocare, sono un provocatore, - chiude il cantante - ma l’intimità deve restare privata. A un bambino che vede due uomini che si baciano non puoi dire che si tratta solo di due uomini che si vogliono bene, perché due che si vogliono bene non si baciano sulla bocca".

Il testo della canzone Ecco alcuni passaggi del testo di Luca era gay. "Luca era gay e adesso sta con lei...", recita l'introduzione del brano, un rap firmato dallo stesso Giuseppe Povia. La canzone prosegue :"Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell'uomo che su questo argomento è diviso". Poi la descrizione del suo difficile rapporto con i genitori: "Mia madre mi ha voluto troppo bene, un bene diventato ossessione piena delle sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni. Mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare, stava fuori tutto il giorno per lavoro, io avevo l'impressione che non fosse troppo vero. Mamma infatti chiese la separazione, avevo 12 anni, non capivo bene mio padre, disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere". E poi: "mamma mi parlava sempre male di papà, mi diceva di non sposarmi mai per carità. Delle mie amiche, era gelosa, morbosa, e la mia identità era sempre più confusa". "Sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte - continua il testo - mi vergognavo e le cercavo di nascosto, c'era chi mi diceva 'e' naturalé, io studiavo Freud, non la pensavo uguale. Poi arrivò la maturità.... un uomo grande mi fece tremare il cuore ed è lì che ho scoperto di essere omosessuale. Con lui nessuna inibizione, il corteggiamento c'era e io credevo fosse amore, sì con lui riuscivo ad essere me stesso, poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso". "...cercavo negli uomini chi era mio padre, andavo con gli uomini per non tradire mia madre". Infine, il cambiamento: "Luca dice: per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni....poi a una festa tra tanta gente ho conosciuto lei.... lei mi ascoltava ... lei mi capiva...". E la conclusione: "Questa è la mia storia ... nessuna malattia nessuna guarigione, caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato, mamma ti penso spesso ... ho ancora il tuo riflesso ma adesso sono padre e sono innamorato dell'unica donna che io abbia mai amato".