Sanremo, Borea si dimette ma vuole già ripensarci

(...) amministrativa che ha da subito perso i pezzi, con due consiglieri di maggioranza passati all’opposizione dopo neanche un mese, e le conseguenti continue crisi interne dovute all’esiguo numero di consiglieri su cui poteva contare il sindaco.
L’amministrazione, in pratica, ha vissuto per oltre due anni con una maggioranza di 16 contro 14. Nei mesi scorsi sono stati numerosi i consigli comunali sciolti per mancanza di numero legale a causa di influenze reali o «politiche». Le tensioni, con il passare del tempo, si sono fatte sempre più marcate, con continue liti interne alla maggioranza. Lo scorso 31 ottobre Borea aveva già aperto una crisi in cui aveva annunciato 15 giorni di consultazioni per capire se c’erano i margini per andare avanti o andare a casa. I 15 giorni erano passati, le consultazioni non avevano dato alcun esito positivo, ma Borea era andato avanti a governare, facendo finta che non fosse successo nulla. Nei consigli comunali che sono seguiti il problema è tornato alla luce con Borea che, nonostante l’assenza di un consigliere d’opposizione, non è riuscito ad avere la maggioranza in diverse votazioni. Le due spine nel fianco di Borea si sono mostrate il presidente del consiglio comunale Bruno Marra e il consigliere Paolo Leuzzi. «Sotto certi aspetti mi dispiace per lo stesso Borea, mi dispiace molto meno invece per gran parte della giunta - ha commentato queste dimissioni Marra -. Restituire all’elettorato le scelte mi sembra una cosa democratica».
Intanto le commissioni consiliari sono immobili con una parità di 15 a 15 e non deliberano più nulla, le società pubbliche stanno naufragando con la Sanremo Promotion che dopo le dimissioni polemiche di alcuni consiglieri ha subito una sorta di commissariamento fino alle nuove nomine, la Casinò cda al centro di molte polemiche con il presidente Riccardo Stili che a dicembre si è dimesso. Nel frattempo i sindacati, tutte le sigle nessuna esclusa, sono scesi sul piede di guerra su svariati argomenti, dai rifiuti ai trasporti, dall’Amaie al casinò. A contorno sono andate in scena interviste televisive in cui gli stessi esponenti di maggioranza di sono scontrati fino all’insulto. «A queste condizioni io non ci sto più, o si cambia o si va a casa» un Borea visibilmente provato ha pronunciato queste parole durante la conferenza stampa in cui ha ufficializzato le sue dimissioni. Sulla sua decisione potrebbe anche aver pesato la minaccia di un documento di sfiducia che, secondo le indiscrezioni, sarebbe stato presentato durante uno dei prossimi consigli comunali.
Ora Borea avrà 20 giorni di tempo, concessi dalla legge, per ritirare le dimissioni o renderle esecutive. In questo periodo cercherà un’intesa tra i vari gruppi per capire se esistano le condizioni per andare avanti, superando le divergenze. Lo stesso Borea si è detto però pessimista su una positiva conclusione di queste consultazioni. «Non dobbiamo certo convincerlo noi a proseguire il suo mandato - ha detto il presidente della regione Claudio Burlando -, deve essere lui a valutare se ci siano le condizioni politiche e numeriche per continuare. Di certo Borea è in una situazione molto difficile dovuta al sistema complesso di interessi economici che ruotano in città e in particolare al casinò». Nessun commento da parte di Forza Italia che questa sera avrà una riunione per valutare la situazione e stabilire le linee da seguire in questi giorni. «Il partito - si è limitato a dire il commissario sanremese azzurro Maurizio Zoccarato - si è mostrato unito, compatto e sempre presente in consiglio comunale». Ironico il capogruppo della Lega Nord Marco Lupi, che non crede nell’effettiva caduta di Borea e prevede un ritiro delle sue dimissioni entro i 20 giorni: «Voglio ringraziare a nome della Lega Nord il sindaco Claudio Borea perché con questa goliardata delle dimissioni ha fatto entrare la città di Sanremo in pieno clima carnevalizio. Infatti queste dimissioni burla sono solo uno scherzo di carnevale e saranno ritirate poco prima di entrare in quaresima».
Alla conferenza stampa di Borea erano presenti molti suoi consiglieri comunali e assessori che hanno manifestato solidarietà al sindaco dimissionario. «È giusto che il sindaco abbia dato le sue dimissioni - ha dichiarato il capogruppo della lista “Borea sindaco” Alberto Biancheri -, e che rifletta su come affrontare i prossimi mesi, perché così non siamo più disposti ad andare avanti e non mi sembra esistano le condizioni per lavorare in modo costruttivo». La decisione non ha però trovato d’accordo tutta la maggioranza, in particolare i Ds avrebbero preferito aspettare un’eventuale mozione di sfiducia in consiglio. Non è ora escluso che i 20 giorni che la legge concede a Borea si interrompano prima a causa delle dimissioni in massa della maggioranza dei consiglieri comunali, con elezioni anticipate già questa primavera.