Sanremo, Borea si gioca anche il Casinò

Federico Marchi

Consiglio comunale di fuoco, l’altra notte a Sanremo, sul Casinò e la sua gestione. Sei ore, durante le quali la minoranza ha criticato le decisioni del consiglio di amministrazione della casa da gioco nominato dalla giunta di centrosinistra del sindaco Claudio Borea.
L’opposizione ha presentato un ordine del giorno per «censurare il comportamento dei consiglieri di amministrazione, di nomina comunale, che non hanno mai relazionato la situazione della casa da gioco presentandosi in consiglio comunale, ogni sei mesi, come stabilito per delibera - ha spiegato Adriano Battistotti di Forza Italia -. È l’ennesima testimonianza sui buoni propositi disattesi da questa amministrazione». L’ordine del giorno è stato respinto dalla maggioranza. «Era fondamentale - ha detto lonorevole Gabriele Boscetto - far venire in consiglio il cda del Casinò al completo, affinché chiarisse le innumerevoli problematiche di grande preoccupazione per la città. Bisognava far venire anche il direttore generale Christian Lefèbvre, cui sono state date ampissime deleghe, per capire logiche mai relazionate in un anno al consiglio». Boscetto ha poi lanciato un duro attacco agli esponenti del cda, accusati di essere poco presenti a Sanremo: «Di questi consiglieri non sappiamo molto, cosa stanno facendo? A cosa serve aver scelto persone di estremo valore, se poi si riuniscono poco o niente? Non sarebbe stato meglio aver scelto persone più semplici ma che conoscessero meglio i problemi della città? Sanremo rischia la paralisi, questo è il nostro ultimo avviso». Durante la discussione è poi emerso come ci sia stato un incremento del volume di denaro cambiato, cui però non è corrisposto un aumento degli incassi. «È un dato strano - ha ammesso Borea - che può essere spiegato o con la sfortuna o con problemi organizzativi». Il bilancio degli incassi di quest’anno potrebbe chiudersi a 89 milioni di euro, cifra lontana dai 105 di qualche anno fa. «Qui ci vuole gente che sappia come gestire un casinò con competenza e professionalità - interviene il capogruppo della Lega Nord Marco Lupi -. Il direttore generale Lefèbvre ha speso 5 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso e ha avuto come risultato 2mila ingressi in meno. Ora, dopo che ha chiesto più soldi, io chiedo che qualcuno lo fermi». Il vicepresidente della Casinò spa Gianni Donetti, unico rappresentante della Provincia contro i quattro del Comune, ha poi svelato come Lefèbvre sia uscito dal budget per le spese a sua disposizione addirittura di 3 milioni. Le ultime decisioni aziendali, relative all’apertura di un privatissimo e di una nuova sala con puntate più basse, non stanno poi dando i risultati sperati. Altre critiche, in un casinò dove si vorrebbe puntare sulla classe e sull’eleganza, hanno riguardato il «Gratta e vinci» studiato per attirare più clienti.
Intanto l’amministrazione provinciale di centrodestra, del presidente Gianni Giuliano, ha affidato a un legale l’incarico di valutare eventuali responsabilità dei consigli di amministrazione del casinò per la perdita dell’intero capitale sociale stimato a fine anno in 7 milioni e mezzo di euro. Dato che potrebbe comportare la necessità di una ricapitalizzazione quantificabile, per la sola Provincia, in un milione di euro sottratto ad altri interventi a favore del territorio. In un clima politico sempre più teso sembra che Borea, per cercare di tenere insieme una maggioranza sempre più disunita, stia ora pensando a un rimpasto di giunta.