Sanremo, canzone ironica su Sarkò Carla Bruni dà forfait: niente festival

Salta il duetto con Gino Paoli: l’Eliseo risentito per un brano proposto da Cristicchi che, nel ritornello, ha un gioco di parole sul presidente

Meglio evitare (altri) guai. Carla Bruni avrebbe potuto essere una delle grandi attrazioni del prossimo Festival di Sanremo, quello condotto da Antonella Clerici. E invece da ieri si sa che l’ex top model, diventata poi cantante e dopo ancora Première dame, non sarà sul palco dell’Ariston, dove, secondo qualche indiscrezione, avrebbe dovuto affiancare Gino Paoli con il quale ha, pochi mesi fa, duettato nel Cielo in una stanza. Il motivo? Molto semplice: nella canzone di Simone Cristicchi, il riccioluto cantante che nel 2007 ha vinto il festival della cittadina dei fiori con Ti regalerò una rosa, nella sua Meno male, uno dei brani più attesi, ha inserito i versi «Meno male che c’è Carla Bruni / Siamo fatti così sarko-no sarko-sì / Che bella Carla Bruni / Se si parla di te il problema non c’è».

Ad annunciare il forfait della Première dame è stato, nel pomeriggio di ieri, Massimo Giletti. Dietro la diatriba sanremese c’era qualche cosa di più serio, almeno potenzialmente: il rischio di uno spiacevole incidente sul piano diplomatico tra il nostro Paese e la Francia. Già negli anni scorsi ci sono state frizioni e il culmine si è raggiunto a giugno 2008 quando Carlà, che è nata a Torino, ha detto senza giri di parole: «Spesso sono molto felice di essere diventata francese». Un’uscita che lasciò molti senza parole. Fulminante la risposta di Francesco Cossiga: «Anche noi italiani siamo ben lieti che Carla Bruni non sia più italiana, anzi siamo addirittura felici». Poi il clima si è rasserenato e forse proprio per questo si vogliono evitare altri problemi. In ogni caso, il conduttore, parlando durante il programma Domenica in su Raiuno, ha infatti sostenuto che l'ironia della canzone di Cristicchi sulla coppia presidenziale d'Oltralpe avrebbe convinto l'Eliseo a spingere per la rinuncia della Bruni. Chissà. Certo, Carlà non è nuova a polemiche e, anche attraverso la musica, ha espresso posizioni qualche volta controverse. Insomma, non si è mai risparmiata e anche ieri, per dire, è intervenuta nel dibattito francese sull’affaire Clearstream dicendosi «profondamente stupita per la mancanza di fiducia» nell’indipendenza della giustizia dimostrata dai francesi. Perciò, avranno pensato gli organizzatori del Festival di Sanremo, è meglio evitare che una sua eventuale polemica con la canzone di Cristicchi possa intervenire nel clima festoso del Festival. Quindi, a 15 giorni dall'inizio della sessantesima edizione del Festival della canzone italiana, tutto si rimette in gioco: ma il problema non è tanto nel fatto che la kermesse musicale perde una protagonista dotata di fascino ed eleganza, oltre che con l'esperienza da cantante (ha tre cd all'attivo, incisi fra il 2002 e il 2008): la questione avrebbe rischiato di trasporsi su un piano più serio che, oltretutto, è fuori dagli obiettivi del festival di Sanremo.

E come se non bastasse, oltre alla Première dame, potrebbe arrivare anche un'altra rinuncia di peso, ovvero quella di Pupo, che dovrebbe partecipare a fianco del principe Emanuele Filiberto. I due dovrebbero presentare la canzone Italia amore mio, nata da un testo scritto dall'erede dei Savoia che poi l'istrionico artista ha musicato e modificato. Oggi, sempre al programma di Giletti, il cantante di Gelato al cioccolato, ha minacciato di non partecipare alla gara «se non mi sarà data la possibilità di cambiare fino all'ultimo momento il testo della canzone che porterò in gara al Festival». Vedremo (ma alla fine ci sarà).