Sanremo, il deficit «sbanca» il Casinò

Rosso o nero? Comunque scommetti, perdi a Sanremo. Perché se la Casinò Spa si prepara a presentare un bilancio in profondo rosso con un disavanzo di un milione e 200 mila euro (superiore all’intero patrimonio sociale), il Comune vede nero per le sue casse. Da un lato la necessità di ricapitalizzare la società concessionaria (al 97,75 per cento dello stesso Comune) mentre dall’altro gli incassi municipali si sono più che dimezzati in pochi anni passando dai 38 milioni del 2004 ai 17 attesi nel 2010, spiega l’assessore al Patrimonio Franco Solerio. Insomma, dopo gli scandali e le inchieste su croupier e porteur, la crisi, o meglio la debacle, sembra coinvolgere tutti i francesismi legati all’edificio della Belle Epoque - simbolo del gioco d’azzardo - realizzato nel 1905 dall’architetto d’oltralpe Eugène Ferret. Perché, mentre ai tavoli della roulette e dello chemin de fer i ficheur segnano il passo, tutto intorno in comune fiorisce una moltitudine di locali per i giocatori più accaniti. Via Lamarmora, via Capitan Pesante, finanche presso la vecchia stazione, sotto il casinò. In tutto 14 sale da gioco con video poker e slot machine di ultima generazione, e terminologia rigorosamente anglosassone. «Siamo al declino dei giochi francesi», spiega durante il consiglio comunale di martedì sera l’ex sindaco Claudio Borea che sottolinea come il settore delle slot machine del Casinò sia l’unico che ha prodotto utili anche se dovrebbe risentire della concorrenza più degli altri settori. Una concorrenza aggravata dal fatto che le sale da gioco del territorio possono aprire senza autorizzazione da parte del Comune ma con una semplice Scia (che ha sostituito la vecchia dichiarazione di inizio attività), accusa dall’opposizione Andrea Gorlero (Pd). «È innegabile – spiega il sindaco Maurizio Zoccarato - che il casinò sta attraversando un momento di crisi e per questo abbiamo chiesto al consiglio di amministrazione della casa da gioco un piano industriale che possa dare un a futuro».