Sanremo dice Messa in latino dopo 40 anni

Sanremo acclama la Messa in latino. In nemmeno tre settimane si è costituito nell’estremo ponente ligure un gruppo stabile di 160 persone che si sono ritrovate senza pubblicità, ma soltanto con il passaparola e con un unico scopo: riportare alla vita la Messa in latino, anche grazie alle indicazioni del pontefice Benedetto XVI.
Così, la sera dell’antivigilia di Natale a Sanremo, nella chiesa di Santo Stefano in piazza Cassini, alle 18 verrà celebrata la prima Messa in Latino dopo 40 anni. La Messa verrà ripetuta ogni quarta domenica del mese, (27 gennaio, 24 febbraio e così via).
«È soltanto uno stereotipo pensare che la Messa in latino attragga prevalentemente anziani nostalgici - spiega l’avvocato Giuseppe Elio Spitali, portavoce del gruppo di fedeli - invece la maggior parte di coloro che si sono battuti per poterla riavere e che l’apprezzano, ha meno di 40 anni e per motivi anagrafici non l’ha potuta conoscere.
Sacerdote di spalle
La celebrazione tridentina, così chiamata perché codificata dopo il concilio di Trento, prevede che il sacerdote dia le spalle ai fedeli. «È rivolto verso Oriente - spiega Spitali -, perché da Oriente si attende il ritorno di Gesù nell’ultimo giorno. ma più che dare le spalle ai fedeli, il celebrante e i fedeli sono rivolti nella stessa direzione, verso Dio: il sacerdote conduce il popolo che gli è stato affidato verso l’Onnipotente, come Mosè quando si accostava seguito dal popolo ebreo alla tenda che conteneva l’Arca dell’alleanza».
Nella simbologia tradizionale il sacerdote rivolto spalle ai fedeli e verso l’altare vuol rappresentare fisicamente il suo essere ponte tra i fedeli e Dio. «Infatti - continua Spitali - quando si rivolge ai fedeli deve secondo il messale tenere modestamente lo sguardo a terra. Quando si siede lo fa al lato dell’altare, mai nel punto centrale del presbiterio poiché il posto d’onore è sempre tenuto dal tabernacolo». Infine il sacerdote si rivolge ai fedeli solo nella predica che dev’essere succinta, senza interventi a braccio.
Musicisti speciali
Quando si è diffusa la notizia che a Sanremo si sarebbe celebrata di nuovo la Messa «all’antica maniera», si sono offerti con entusiasmo di partecipare oltre a coristi di varia provenienza anche organisti molto conosciuti: Giovanni Lanteri, ex presidente dell’Ordine di Dottori commercialisti, l’avvocato Aldo Prevosto, presidente dell’Ordine degli Avvocati, Prospero Russo, docente di medicina all’Università di Genova. Essi si alterneranno all’organo con il professor Mangione, organista titolare della Chiesa di Santo Stefano.
Così il via alla «nuova» Messa in latino a Sanremo, avverrà proprio domenica 23 , l’ultima domenica di avvento che precede il Natale, e la Messa che sarà cantata ha il nome di «Rorate caeli», dalle parole del rito della Messa che celebra il Messia che sta per nascere.