Sanremo dimentica: «È roba da fascisti»

Sergio Bagnoli

Clamorosa, anche se per certi versi attesa, la decisione dell’amministrazione comunale di Sanremo, retta da un centro-sinistra sempre più vicino alle posizioni della sinistra estrema, di cancellare dalla propria agenda il 10 febbraio, il giorno in cui tutt’Italia commemora le decine di migliaia di nostri connazionali innocenti, infoibati nelle viscere del Carso istriano dalla ferocia dei partigiani comunisti del Maresciallo Tito. La decisione è stata assunta dal primo cittadino della città dei fiori in persona, l’imprenditore Claudio Borea che, pressato dalla sinistra ed affaccendato in tutt’altri affari, legati alle vicende della casa da gioco, ha stancamente liquidato, durante il consiglio comunale dell’altra sera, l’apposito ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Alleanza Nazionale Umberto Bellini e dall’ex vice-sindaco della città Gianni Berrino, come «roba da fascisti».
Per la nuova maggioranza che governa la città dei fiori dunque la giornata della commemorazione non ha ragione di esistere, mentre è meritevole di considerazione la difesa acritica al regime liberticida di Fidel Castro a Cuba, minacciato dalla «prepotenza imperialista americana», come si legge nei verbali di un convegno, all’uopo tenutosi in città nelle settimane scorse, organizzato dall’associazione «Amici di Cuba», patrocinato dal Comune di Sanremo e tenutosi alla presenza di uno dei più importanti assessori cittadini, il cattolico Andrea Gorlero.
Tornando al problema della difesa dell’italianità dell’Istria bisogna dire che la trascorsa amministrazione di centro-destra ha intitolato ai Martiri delle Foibe una strada di recente costruzione e che sarà proprio grazie ai politici cittadini della Casa delle Libertà se quest’anno almeno una corona d’alloro verrà posta domani sulla lapide che ricorda tanto sangue innocente, versato sull’altare della causa di una delle dittature, quella comunista, che la storia moderna abbia mai conosciuto.