Sanremo, doppio festival tra il sindaco Borea e le star della canzone

«Festival di Sanremo? Sì, Pippo Baudo, Michelle Hunziker... Sì, ne parliamo, ma ora ci sono in ballo le sorti della nostra città». D’accordo. Ci sono, e come potrebbero non esserci, gli affezionati della manifestazione canora per eccellenza, ma nei bar e nelle strade della città dei fiori in questi giorni si mastica alla grande di politica. Sanremo sta vivendo una crisi comunale importante, il sindaco Borea, dopo aver dato e ritirato le dimissioni, rischia la sfiducia e, forse, nuove elezioni. Domenica, la seduta del consiglio comunale durante la quale il sindaco avrebbe dovuto dare spiegazioni sul ritiro delle sue dimissioni, è saltata per la mancanza del numero legale. L'opposizione aveva già annunciato che avrebbe disertato la seduta, ora tutto è rimandato al 6 marzo. E forse questa è una vera fortuna, dal momento che almeno per un po’ i sanremesi potranno distrarsi con le canzonette, in attesa di vedere come andrà a finire questa crisi comunale.
E comunque si cerca di far finta di niente e farsi trascinare dalla corrente canora, soprattutto per chi ha degli affari in ballo. Ecco un negozio vicino all'Ariston con note musicali, dischi, spartiti, strumenti tutti in cioccolato. Persino Pippo Baudo e Michelle Hunziker occhieggiano dalle foto di marzapane «Chissà se verrà Liza Minelli… devo avere tempo di preparare tutto» - si affanna la proprietaria. «Ovviamente la città dei fiori cambia volto - ci racconta Enrico, - un ragazzo sanremese che in passato ha lavorato nell'ambito del festival - da tranquilla cittadina diventa improvvisamente un posto caotico dove è impossibile girare in macchina, trovare un parcheggio, camminare per le vie centrali senza essere spintonati. Diciamo che per certi versi per noi sanremesi il festival può essere considerato uno stress! C'è invece chi vede la manifestazione in maniera positiva, come i commercianti». «Per fortuna che c'è il festival - dice Katia Robaldo, che ha un negozio di dolci davanti all'Ariston - per noi negozianti aumenta il giro di affari ma anche perché Sanremo, durante l'anno, è una cittadina molto tranquilla, ci sono soprattutto persone anziane…».
Ci sono poi i ristoratori e gli albergatori. «Noi abbiamo scelto di stare “lontani” dal Festival - ci spiega Gianluca Trimboli, che ha un piccolo ristorante, fuori dalle rotte vip - perché c'è sempre lavoro in questo periodo, ma c'è da fare una distinzione tra i locali “televisivi” e quelli più “tranquilli”». «Nel mio locale - continua Gianluca - ho i miei clienti fissi ormai da anni, che vengono da me perché sanno che non troveranno mai nessuno che li disturbi, questo mi aiuta anche nell'organizzazione per la gestione dei tavoli. Ovviamente io non rinnego i miei clienti abituali, un posto per loro cerco sempre di trovarlo. Sembra banale, ma non è così ovunque. Durante il festival se non hai un “pass” non sei nessuno, non vieni considerato nemmeno nei locali dove vai tutto l'anno… ecco perché c'è la “caccia” al pass. Il sanremese diventa una persona di serie b».
Per gli albergatori il discorso è diverso. Negli ultimi anni molti hotel sono diventati dei residence e quindi la maggior parte degli alberghi, un 70%, è occupata da dipendenti Rai e giornalisti, il restante 30% dalle case discografiche e dai clienti abituali. «Abbiamo clienti che vengono da anni a vedere il festival - ci racconta il direttore di un hotel - e prenotano sempre di anno in anno, per loro è una tradizione, al festival devono essere presenti». Ma a Sanremo ci sono anche molti eventi collaterali come «Sanremo off». Paradossalmente, forse l'unico evento davvero aperto ai sanremesi. Qui non servono i Pass o i biglietti. «Una manifestazione nata qualche anno fa - ci spiega il coordinatore Larry Camarda , - per dare la possibilità ai giovani sanremesi o liguri, ma non solo, di esibirsi in pubblico. Abbiamo pensato di organizzare delle serate con musica dal vivo nei locali cittadini, con la direzione artistica di Pepi Morgia, per incoraggiarli e farli apprezzare dagli spettatori».
Nelle strade intorno all’Ariston c’è anche chi fa di tutto per farsi notare. Chi sfoggia look improbabili, chi approfitta del viso da sosia di un vip per assaggiare il gusto di far parte del Festival, anche solo… in copia. E la consueta caccia gli autografi. Davanti all'Ariston, una signora anziana, con lo sguardo rivolto verso l'alto guarda un'immensa gru che sta sistemando un cartellone pubblicitario. È grande quasi come la facciata del palazzo che ospita gli uffici del Festival, proprio accanto al teatro Ariston. Ad alta voce ripete al marito «Sanremo è sempre Sanremo, tutti gli anni è la stessa cosa…». Il sindaco, forse, può aspettare.