Sanremo, i Soliti idiotifanno infuriare i gay:"La Rai deve scusarsi"

La performance di Biggio e Mandelli fa infuriare la comunità omosessuale. Morandi ci mette una pezza: "Io adoro i gay". E Grillini lo sfida: "Venga al Gay Pride"

"Adoro i gay...". Per mettersi al riparo dalla selva di critiche a accuse, Gianni Morandi prende le distanze, in modo goffo, dalla gag dei Soliti idioti. Alla comunità omosessuale non è, infatti, andata giù la performance firmata dai divertenti e Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio. Troppo poco politically correct? Troppo irriverenti e schiette? "I gay sono come donne senza il ciclo mestruale", scherzano i Soliti idioti sul palco dell'Ariston incassando le risate e gli applausi dei presenti. Ma per la comunità omosessuale hanno passato il segno. Tanto che adesso si è mobilitata lanciando anatemi contro i due comici e pretendendo le scuse formali della Rai.

"A proposito di ieri sera, io amo i gay - ha precisato ieri sera Gianni Morandi - io adoro i gay". Rocco Papaleo gli ha fatto eco: "Gianni, devi dire: 'E se una sera sono un po' brillo...'". I due conduttori hanno cercato di metterci una pezza, insomma. Difficile dire se a infastidire l'Arcigay è stato il "finto" matrimonio tra marito e marito celebrato da Gianni "Johnny Dorelli" Morandi, la canzone sugli omosessuali o le battute di Biggio. Eppure le gag dei Soliti idioti sono rodate da tempo: un programma di successo su Mtv, un film campione di incassi e centinaia di video cliccatissimi su YouTube. Biggio e il Nongio non canzonano soltanto gli omosessuali. I due comici, che nei mesi scorsi avevano suscitato lo sdegno di Concita De Gregorio sulla Repubblica, raccontano con ironia ogni aspetto della quotidianità: dall'ex sessantottino Ruggero De Ceglie che insegna al figlio Gianluca a vivere alla coppia benpensante che, nei panni di Marialuce e Giampietro, inorridisce davanti ai poveri, ai disabili o agli stranieri.

Per i Soliti idioti ogni aspetto della quotidianità diventa l'occasione per una parodia. "I Soliti Idioti parlano ai ragazzi, in un momento in cui il bullismo omofobico è una piaga, in cui gli adolescenti non ce la fanno a sostenere il peso, si suicidano", ha commentato a Vanity Fair il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto accusando Morandi di aver peggiorato la situazione dicendo che non ha niente contro gli omosessuali ma preferisce Belen. La performace di Mandelli e Biggio è diventata, in men che non si dica, un vero e proprio caso politico. L'esponente democratico non è stato l'unico a puntare il dito contro i vertici di Viale Mazzini. E la "pezza" giustapposta da Morandi non ha fatto altro che fare da eco alla polemica. "Morandi adora i gay? Bene, bravo", ha subito commentato il dipietrista Franco Grillini che ha sfidato il presentatore a presenziare alla Gay Pride di Bologna in programma per il prossimo giugno. Molto dura anche l'Arcigay che ha accusato la tivù di Statodi aver offeso gliomosessuali con frasi "gratuite e volgari": "Chiediamo che cosa avreste pensato di tanta grevità offensiva se fosse stata declinata rispetto alle persone di colore, alle donne, agli ebrei, ai diversamente abili?".

Le scuse di Morandi non sono bastate. Ma, d'altra parte, il Festival di Sanremo è anche questo. Prima il dibattito sulla libertà di parola - o meglio: di delirio - all'indomani della farneticante performance di Adriano Celentano, che per cinquanta minuti ha ammorbato l'Italia con anatemi, insulti e accuse; poi è toccato all'interrogativo shakespeariano sulla presenza/assenza dell'intimo a coprire la scosciatissima Belen Rodriguez. Adesso tocca all'immancabile polemica sull'omofobia. Tutto come da copione.