Il Sanremo di Pippo: «Ogni serata diversa dall’altra»

Baudo assicura: show modernissimo, il 30% dei cantanti sono giovani. Chiambretti: se il Dopofestival inizierà tardi arriverò in pigiama

nostro inviato a Sanremo

Certo che è un piacere vederlo così soddisfatto. Braccia conserte, sguardo orgoglioso, lui lo taglia così il nastro del suo dodicesimo Festival: «Sarà uno spettacolo modernissimo nella sua impaginazione. Ogni serata sarà diversa dall’altra». Conferenza di presentazione, Casino di Sanremo tappato di fiori: in platea le facce sono le stesse, gli argomenti idem, la tensione no. Primo miracolo di sua Pippità: ha disinnescato la mina dello share tv, che è sempre più anoressico. Ma stavolta c’è lui a menare le danze perciò il plebiscito dell’Auditel non si discute, nessuno fiata o dubita, insomma tutto tace mica come quando c’era un Panariello qualsiasi. Gli si perdona persino l’allusione compiaciuta alla modernità del Festival. Lui accenna al «30 per cento di artisti in gara assolutamente giovani» mentre sul video di presentazione sfilano Al Bano, Milva, Marcella e Gianni Bella, Johnny Dorelli, Nada, Mango, Stadio, Fabio Concato, Paolo Rossi, Antonella Ruggiero e Roby Facchinetti dei Pooh che, vabbè, almeno è con suo figlio Francesco. Baudo può tutto e nessuno glielo nega. D’altronde basta vederlo qui, in mezzo a Michelle Hunziker occhialuta e Chiambretti rapace, mentre snocciola l’elenco parzialissimo degli ospiti che, cast a parte, agghinderanno il Sanremo della sua definitiva santificazione. Reparto superdive: arrivano Liza Minnelli (probabile duetto con la Hunziker in Cabaret) e Penelope Cruz, che per la serata del giovedì s’inventerà qualcosa perché «noi non vogliamo megastar che non fanno nulla». Reparto cantanti: il lunedì sera Norah Jones e Scissor Sisters, John Legend (e forse Take That) al martedì e Joss Stone al sabato. Infine comici in abbondanza: Cornacchione al lunedì, poi Ficarra e Picone nella serata successiva, e ancora Max Tortora al giovedì e poi Luciana Littizzetto («Dobbiamo assolutamente darci un altro bacio» scherza Baudo) e Flavio Insinna durante la serata finale. Saranno, come spiega Pippo XII, «disseminati all’interno dello spettacolo», cioè nessuno avrà a disposizione un monologo di venti minuti ma spunteranno qui e là per movimentare lo show. In fondo, attimo di pausa, «qui contano le canzoni, non siamo al Festivalbar». Tiè. Sarà per questo che la serata del venerdì, che è stata pomposamente proclamata Galà della Musica, snocciolerà per ora Gianna Nannini, Renato Zero, Elisa e Tiziano Ferro: ciascuno di loro avrà a disposizione circa dieci minuti, mica una sola canzonetta e via. Dunque il Festival sarà una corazzata e al timone sappiamo chi c’è. Sul ponte rimane Michelle Hunziker, ieri fasciata da uno scialle nero ma quasi trasparente non fosse per la battuta scaramantica: «È il Festival numero 57, vediamo se riesco a fare 57 papere». Capitasse, si perderebbero nella gigantesca scenografia di Gaetano Castelli che «si muoverà e cambierà a seconda delle canzoni». Ma in ogni caso a riprenderle ci sarebbe Piero Chiambretti, che ha spostato il Dopofestival in sala stampa e lo maneggerà con cura purché non inizi troppo tardi «altrimenti arrivo in pigiama». Lui è una bomba ironica a orologeria, si è calibrato come non mai e per di più sente, come ha fatto intendere ieri il direttore di Raiuno Del Noce, il profumo del ritorno in Rai. Qualche discografico teme le sue provocazioni ai cantanti, senza considerare che potrebbero essere proprio quelle a sdoganare al grande pubblico brani altrimenti dimenticabili. Sempre con gli occhi da Pierino, lui cauterizza ogni pericolo: «Io sono amico di Al Bano, non di Al Capone». Quando arriverà il suo turno, le luci sul palco dell’Ariston si saranno già spente, magari sprizzando polemiche ma conservando pure qualche segreto. Per la prima volta da chissà quando, la classifica si conoscerà solo alla fine, nell’ultima serata (Giovani esclusi, premiati venerdì) e sarà quella definitiva. «Per esperienza – ha spiegato a ragione il Baudillo – ho capito che se un artista è ventesimo nella classifica provvisoria, difficilmente poi salirà molto in quella finale». Quindi zitti fino all’ultimo e così tutti, da Al Bano agli Zero Assoluto, potranno sorridere, fare interviste, sprizzare speranze fino alla mezzanotte di sabato e poi dite se questo non è un capolavoro da santo subito (televisivamente parlando, s’intende).