Sanremo, la polizia al pm: l'ultimo allarme su Delfino è solo di cinque mesi fa

Il telefono dell'assassino intercettato da gennaio. Registrate le chiamate alla vittima. Gli agenti: "Segnalammo al pm che era fuori di testa". Il padre della ragazza: "Chi ha sbagliato deve pagare, denuncerò i giudici". L'autopsia svela: la commessa uccisa da 40 coltellate

Sanremo - Un doloroso referto per la famiglia Multari l'esito dell'autopsia effettuata sul corpo di Maria Antonietta. La commessa di 33 anni, uccisa dal suo ex fidanzato Luca Delfino, è morta per dissanguamento e recisione delle vie respiratorie dopo essere stata colpita da circa 40 coltellate alla parte posteriore e anteriore del collo, al seno e all’addome. Le ferite agli arti superiori, invece, potrebbero essere ferite "da difesa", ovvero ferite ricevute dalla donna che cercava di difendersi coprendosi con le braccia. Ma di tutto ciò Luca Delfino non ricorda nulla. Almeno così ha detto durante l'interrogatorio di garanzia al gip Maria Grazia Leopardi, avvenuto nel carcere di Valle Armea di Sanremo, dove è detenuto.

Il padre di Maria Antonietta: "Denuncerò i magistrati" "Valuterò, assieme ai miei legali, la possibilità di intraprendere azioni specifiche contro i magistrati genovesi. Perché se non sussistevano le condizioni per arrestarlo, c’erano quelle per sorvegliarlo oppure impedirgli di allontanarsi dal Comune di residenza. Non vogliamo vendetta, solo giustizia e chi ha sbagliato, a nome di tutti gli italiani, deve pagare". Lo ha detto stamani, al palazzo di giustizia di Sanremo, Rocco Multari, il papà della giovane commessa di Ventimiglia di 33 anni, Maria Antonietta, uccisa venerdì scorso a Sanremo dall’ex fidanzato Luca Delfino, 30 anni, indiziato del delitto di un’altra sua ex compagna, Luciana Biggi.

Cinque mesi fa l'ultima segnalazione: "E' fuori di testa" Si scopre che la polizia aveva lanciato l'ultimo allarme sulla pericolosità di Luca Delfino solo cinque mesi fa. Dopo aver ottenuto nel gennaio scorso l'autorizzazione dalla magistratura a riprendere le intercettazioni delle telefonate fatte dall'indagato per l'omicidio Biggi, gli agenti della squadra mobile inviarono al pm Zucca le trascrizioni delle conversazioni di Delfino con la fidanzata Maria Antonietta Multari. "Ci risultò essere veramente fuori di testa", commenta oggi un investigatore. La preoccupazione degli investigatori della squadra mobile derivava dal fatto che i comportamenti di Delfino erano una "fotocopia" di quelli avuti con Luciana Biggi e con le altre sue fidanzate: prima premuroso e dolce, poi sempre più possessivo e violento, il tutto espresso da una personalità bipolare in grado di passare come se nulla fosse da un atteggiamento ad un altro.

Il fascicolo completo era depositato da gennaio E di tutto ciò fu messa a conoscenza la magistratura con un rapporto dettagliato, che conteneva anche copia delle denunce per minacce, percosse, violenza privata e molestie fatte ai primi di gennaio scorso alla procura di Sanremo da Maria Antonietta Multari e da sua madre per l’aggressione dalla giovane subita prima di Natale. Anche tra gli investigatori della sezione omicidi della squadra mobile di Genova c’è infine sorpresa per le ultime dichiarazioni del pm Zucca su una presunta disparità di vedute con il dirigente Claudio Sanfilippo sulla consistenza del quadro indiziario raccolto a carico di Luca Delfino. E gli investigatori ricordano che Sanfilippo partecipò di persona sin dai primi momenti alle indagini sull’omicidio.

Davanti al tribunale Il padre di Maria Antonietta si è recato stamani in tribunale a Sanremo in attesa che il pm Vittore Ferraro conferisca l’incarico per l’autopsia, che si svolgerà in tarda mattinata. Contemporaneamente potrebbe aver luogo anche l’interrogatorio di garanzia per Luca Delfino, il quale come già annunciato dal suo avvocato Riccardo Lamonaca, si avvarrà della facoltà di non rispondere.

Vertice giudizi-polizia a Genova Il pm della procura di Genova Enrico Zucca, che si è occupato dell’omicidio Biggi, sarebbe attualmente in questura a Genova, impegnato in un vertice con il questore Salvatore Presenti ed il capo della squadra mobile Claudio Sanfilippo. L’incontro segue le polemiche scaturite dopo l’assassinio della Multari operato dallo stesso Delfino. Dal primo minuto la polizia sostiene che gli indizi forniti alla procura sarebbero stati sufficienti per l’arresto del killer dopo l’omicidio "dei vicoli", avvenuto il 28 aprile 2006. Il pm Zucca, al contrario, ha sempre sostenuto che l’impianto indiziario non fosse sufficiente per una misura di custodia cautelare. Bocche cucite al termine del summit.