Sanremo premia il secolo dolce di Noberasco

Il professor Franco Di Somma (chirurgo oncologo di lusso) assaporava con voluttà delle trofiette al pesto favolose, l’amico Adelio Peruzzi presidente del Panathlon rivierasco, personaggio storico di una Bogliasco di anni ruggenti gustava, deliziosi «cucculli», il manager Polipodio non si tratteneva davanti ad acciughe con pomodoro e basilico. Si stava celebrando il titolo dorato di una bella ragazza, giocatrice fortissima, portiere di pallanuoto proprio del Bogliasco. Si era tutti in quell’angolo di piacere gastronomico che si chiama «Vitturin», nascosto tra il verde di una Recco crepuscolare almeno di questi tempi.
«Vitturin 1860», avete letto bene: il più antico ristorante forse della Liguria, fondato quando si faceva l’unità d’Italia e Roma ne diventava capitale. Era, allora, una locanda con cambio di cavalli. Oggi ecco alla ribalta un simpatico titolare, Giambattista Squarzati che, insieme ad una pimpante e efficiente consorte (Laura) con il figliolo (Umberto) ad imparare l’arte della buona tavola, gestisce, coordina, domina anche in cucina. E non disdegna, in... camice bianco, venire ai tavoli e salutare i suoi ospiti, a chiacchierare con loro di cucina, di menù, di piatti tipici, di futuro di questa strana e non sempre facile avventura gastronomica.
C’è in questa «locanda» del terzo millennio simpatia e sorrisi: tavoli piacevolmente imbanditi, camerieri corretti e disponibili, un’atmosfera che piacerebbe ai grandi scrittori dell’Ottocento. Mancano solo i cavalli da attaccare a qualche parete. L’ambiente è ancora quello. Ma certo c’è qualcosa di nuovo: i piatti cucinati con grande professionalità dallo staff di cucina. «Purtroppo - sorride Squarzati - i giovani d’oggi hanno poca propensione a proseguire il nostro cammino. Eppure questo è il più bel mestiere del mondo, ancorché faticoso».
Ed ecco arrivare in tavola leccornie prelibate: piatti della nostra tradizione, dalle troffiette recchesi ai fritti del golfo, dalle specialità marinare (provate a chiedere il filetto di orata al cartoccio con frutti di mare... Una delizia!). E le minestre: taglierini verdi con branzino e maggiorana, oppure «ravioli di pesce con gallinella e zucchine» e ancora «zuppa con vongole veraci e zafferano».
Se poi volete un antipasto chic ecco il «carpaccio di ombrina agli agrumi», o la «soppressata di polpo con insalatina».
Ogni tanto arriva la consorte, sorridente, che ti offre, trionfante, la celebre focaccia col formaggio di Recco. Autentico, davvero. E ancora la «focaccia pizzata di Vitturin». Si può concludere, volendo, con uno «spiedino di ananas con caramello d’arancia» oppure con delle straordinarie «meringhette con gelato e cioccolato caldo».
Le serate dal «Vitturin», passano così, con semplicità e familiarità: arrivano qui uomini d’affari, belle donne, qualche furtivamente (certo), artisti e sportivi. E sempre, accanto alla tavola fiorita, il sorriso della signora Squarzati e di lui, Giambattista, romanticamente legato a quel fine Ottocento, alla vecchia locanda, ai cavalli di epoche passate...