Sanremo: uomo minaccia il suicidio, bloccato

Carmine Garofalo, ambulante 60enne, minaccia di buttarsi giù da una palazzina. Fermato dopo un'ora e mezza dai vigili. Protestava contro una condanna per violenza sessuale

Sanremo - Un uomo, in piedi sul tetto di un palazzo in piazza Colombo a Sanremo, a due passi dal teatro Ariston dove stasera inizia il festival della canzone italiana, ha tenuto in scacco il paese minacciando di buttarsi di sotto. Dopo un'ora e mezzo le forze dell'ordine sono riuscite a bloccarlo.

Il tentato suicidio È un commerciante ambulante di 60 anni, Carmine Garofalo, l’uomo salito, intorno alle 15, sul tetto della palazzina a tre piani che ospita la paninoteca Mc Donald, in piazza Colombo, a Sanremo. Per circa un'ora e mezza l'uomo ha minacciato di gettarsi nel vuoto per protestare contro una condanna a quattro anni di reclusione per un episodio di violenza sessuale nei confronti dell’ex convivente straniera. Il commerciante ambulante ha ripetutamente chiesto di poter parlare con un magistrato della procura di Sanremo.

L'intervento delle forze dell'ordine Sul posto sono intervenute immediatamente diverse squadre di vigili del fuoco, carabinieri, polizia e polizia municipale. Dal palco di piazza Colombo, con un microfono, si è cercato a lungo di convincere Garofalo a scendere. Alcuni vigili del fuoco sono addirittura saliti con l’autoscala, facendo opera di convincimento, ma alla fine sono stati costretti a tornare indietro. A scopo precauzionale è stato montato anche un telone per attutire un’eventuale caduta.

I precedenti Non è la prima volta che l’uomo attua manifestazioni di protesta per la sua vicenda giudiziaria. Si ritiene che questa volta abbia voluto approfittare della cassa di risonanza del festival della canzone. Non è, infatti, la prima volta che qualcuno usa l’attenzione dei media nella cittadina ligure durante il festival per compiere gesti plateali. Alcuni anni fa, un uomo minacciò di buttarsi dalla galleria dell’Ariston, dove si stava svolgendo in diretta lo spettacolo. A intervenire allora fu Pippo Baudo, che convinse poi l’uomo a rinunciare al suo piano.