Sansonetti: «Prodi non ce la farà E la sinistra deve rialzare la testa»

«Ha i giorni contati: se regge è perché è uno degli uomini più fortunati d’Italia»

Direttore Sansonetti, quale sarà il destino del governo nel 2008?
«Tutto lascia credere che non ce la farà, anzi dal punto di vista politico direi che ha i giorni contati. Ma non dobbiamo dimenticare che Prodi è uno degli uomini più fortunati della storia d’Italia. Quindi se dovessi scommettere dei soldi li scommetterei su di lui, anche se non saprei spiegare il perché».
Se Prodi cade si va alle urne o si forma un governo di larghe intese?
«Io non credo alle urne, nessuno ne ha voglia davvero, nemmeno Berlusconi. Poi c’è l’elemento della pensione dei deputati di cui tenere conto. Se poi sarà governo tecnico o grande coalizione proprio non saprei».
Si andrà al referendum o i partiti riusciranno a fare la riforma elettorale?
«È molto difficile trovare un accordo sulla legge elettorale. Ciascun partito ne vuole una che porti più parlamentari per sé. Invece, siccome i due partiti più forti non sarebbero danneggiati da un successo del referendum penso che si farà. Ma penso anche che non raggiungerà il quorum. E quindi alla fine sarà il trionfo della legge Calderoli».
Il centrodestra riuscirà a ritrovare la pace?
«Io credo che nessuno dei leader del centrodestra abbia straordinarie capacità politiche a parte Berlusconi. Quindi la ricomposizione dipende solo da lui ma dubito che ne abbia voglia. Credo che la rottura personale con Fini sia davvero profonda perché lui è convinto, non a torto, di aver sdoganato un partito impresentabile, legato al fascismo, e credo sia furioso per l’ingratitudine dimostratagli».
L’abbraccio Berlusconi-Veltroni è soltanto fantapolitica?
«L’ipotesi che si mettano d’accordo non è fantapolitica. Sulla linea politica non vedo differenze abissali. Prima c’era un forte contrasto di interessi per aggiudicarsi la leadership centrista. Ma ora Berlusconi ha aspirazioni diverse».
Qual il suo auspicio per il 2008?
«Che la sinistra rialzi la testa. Un Paese senza sinistra è un Paese brutto e cattivo. Quindi spero che riesca a tornare forte e abbia la capacità di condizionare il governo e di spostare la bilancia su posizioni vicine alle sue».