Sant’Agostino rischia il crollo: un comitato per salvarla

Una buona causa val bene una battaglia. E quella della malconcia Basilica di Sant’Agostino lo è sicuramente per l’ex deputato di An, Sandra Fei. Dopo l’eclatante protesta in jeans per uno stupro non riconosciuto dal giudice, Fei scende in campo assieme a Vittorio Sgarbi per salvare dal crollo la bella chiesa a due passi da piazza Navona. Un luogo che conserva capolavori di Raffaello, Caravaggio, Bernini, Guercino. Così è nato il «Comitato dei Parrocchiani e degli Amici di Sant’Agostino», associazione presentata ieri mattina che già un buon risultato l’ha ottenuto, la visita odierna del ministro Rutelli.
«Lo potete vedere, l’attuale situazione della Basilica è grave - afferma Sandra Fei -. Questa vicenda, caratterizzata dallo scaricabarile tra autorità, meriterebbe una repentina soluzione. Come Comitato puntiamo a diffondere la storia della Basilica non entrando in polemica con il ministero per i Beni Culturali ma, anzi, vogliamo collaborare. È chiaro che l’appello è rivolto soprattutto al premier Prodi perché intervenga e recuperi la situazione, caratterizzata da trascuratezza e mancanza di fondi».
Nella Basilica i primi cenni di dissesto strutturale e distacco di parte degli archi e della cupola, che hanno aggravato le condizioni di staticità, risalgono al 20 novembre 2005. In quell’occasione il parroco padre Bernardino Pinciaroli aveva segnalato la caduta di stucchi in pezzi dall’arco della navata principale da un’altezza di circa 25 metri, in corrispondenza della cupola, sopra l’altare. La conseguenza è stata un posizionamento di una impalcatura provvisoria. A distanza di un mese c’è stata un’ulteriore caduta di materiale, tra cui anche pietre di grandi dimensioni che hanno sfondato l’impalcatura provvisoria.
«La cosa che più preoccupa - afferma padre Massimo Giustozzo - è che la causa che ha portato alla caduta dei massi è ancora ignota. Bisogna venirne a capo e reperire fondi oltre a garantire la sicurezza di chi si trova nella Basilica. Ad oggi, purtroppo - prosegue padre Massimo - nulla è stato fatto.
«La Basilica - spiega padre Renzo Lucozzi - è il centro, il fulcro della comunità agostiniana; qui è sepolta Santa Monica, che noi chiamiamo nostra Madre. Vorremmo che ci si desse una mossa, per salvare le meravigliose opere d’arte custodite».
Nel passato la chiesa aveva la caratteristica, unica a Roma, di ammettere le cortigiane. La chiesa, a due passi da piazza navona, ospita la tomba di alcune cortigiane: Fiammetta, l’amante di Cesare Borgia, Giulia Campana con le figlie, Penelope e la famosa Tullia d’Aragona.