Sant’Ambrogio, l’isola pedonale affonda subito

L’isola pedonale di via Lanzone? Affondata sul nascere. L’esperimento per la chiusura al traffico all’ombra della Basilica di Sant’Ambrogio, tra via Lanzone e dintorni, quasi certamente non si farà. Il motivo principale? Il traffico. L’esperimento per la chiusura di via Medici, Del Torchio, Caminadella, Lanzone, Piazzetta Esrivà, Novati, S. Pio V, Maurilio, Cappuccio, Santorsola, Circo, S.Marta e Orazio messa in pratica da Palazzo Marino da lunedì a giovedì ha offerto una simulazione di quello che potrebbe capitare sulle strade circostanti. Chiudendo queste vie, che, come spiegavano sul Giornale residenti e commercianti, sono fondamentali per snellire il traffico lungo la Cerchia di Bastioni, si rischierebbe infatti l’intoppo proprio lungo la circonvallazione interna.
Durante questi quattro giorni, infatti, i vigili, 9 in tutto, hanno provato a chiudere a tratti man mano diversi delle vie della cosiddetta «Milano romana», variando in parte anche gli orari, per osservare i flussi di traffico «di risulta»: gli automobilisti sono stati costretti a deviare in via San Vincenzo fino a viale Papiniano lungo tutta la Cerchia per intasarsi in piazzale Baracca. Piazzale Cantore invece, oberato nelle ore di punta, si è trovato a dover sopportare la mole di auto aggiuntive provenienti da Cesare Correnti. Altri hanno tentato la «via di fuga» entrando lateralmente in corso Magenta, dove alcuni accessi erano stati bloccati. La chiusura di via San Maurilio, invece, ha causato minori problemi alla viabilità in via Torino.
Traffico in tilt, automobilisti furibondi, per non parlare dei commercianti, che sono già partiti in quarta nel raccogliere le firme contro il progetto - a Barbara Milani dello Spazio Milani di via Camminadella ieri si è aggiunto Giacomo Bertacchi, titolare del locale storico Ronchi 78 di via San Maurilio - hanno rappresentato un test sufficiente. Ma quattro giorni di «inferno» di sperimentazione al buio, senza avvertire la cittadinanza sono bastati forse anche ai ghisa bersaglio di sfuriate e aggressioni di automobilisti isterici, tassisti, commercianti e residenti che da un giorno all’altro hanno scoperto che rischiavano di svegliarsi in un deserto.
Ecco allora che il Comune, di concerto con il comando della polizia locale ha deciso, di annullare la seconda tranche di sperimentazione, programmata dall’8 al 12 novembre. Intanto il vicesindaco e assessore alla Mobilità Riccardo de Corato prende tempo: «Probabilmente l’isola pedonale non si farà, comunque sto aspettando le analisi effettuate dalla polizia locale sulla sperimentazione».
Tramontata, ovviamente, anche l’ipotesi di allargare la pedonalizzazione anche ad altre zone del centro come piazza Sant’Alessandro e il museo Diocesano. «La chiusura di corso di porta Ticinese ci ha danneggiato non poco - commenta amaro il direttore Paolo Biscottini - ci manca solo l’isola pedonale».