Sant’Ambrogio, quando l’arte fa del bene

Sono passati più di vent'anni da quando gli amici della Comunità parrocchiale di Sant'Ambrogio decisero di mettere su una sorta di mercato dell'antiquariato nel nome della carità. Da allora, nel tempo, sotto la guida del solerte ed attivissimo Pasquale, l'iniziativa si è allargata, sino a divenire un appuntamento obbligato dell'autunno milanese, un modo intelligente per fare del bene e insieme ad esso qualche piccolo-grande affare.
La formula è presto detta. Si sceglie una cornice prestigiosa, qual è quella dell'Oratorio della Passione in piazza Sant'Ambrogio 23, con ingresso sulla sinistra della Basilica. Lì, fra splendidi colonnati, ricchi dipinti e la stupefacente calma del chiostro, chiunque abbia voglia di vendere mobili o oggetti antichi si sottopone al vaglio di persone esperte del settore. Una volta superato l'esame e stabilito il prezzo, si accetta che, in caso di vendita effettuata, una percentuale del ricavato vada a favore dell'attività caritativa della Parrocchia di Sant'Ambrogio, unico e vero scopo di questa iniziativa.
Negli anni, come un magico passaparola, questo piccolo mercato si è arricchito, aggiungendo all'oggettistica e al mobilio di antiquariato la bibliofilia e la numismatica, nonché la pittura e la scultura. Quest'anno, da sabato scorso fino a domenica 23 ottobre, tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì (15,30-19), e il sabato e la domenica anche dalle 10 alle 13, si può passeggiare fra le stanze e gli spazi aperti dell'Oratorio e prendere visione di che cosa il «mercato» mette a disposizione. Difficilmente si resta delusi e, proprio perché l'intento è assistenziale, anche i prezzi delle opere di maggior valore rimangono all'interno di una soglia accettabile.
Sono molte le situazioni di necessità a cui la parrocchia di Sant'Ambrogio presta il suo aiuto. In primis, la Casa di Accoglienza per Anziani Sant'Ambrogio, fiore all'occhiello dell'attività parrocchiale. Ma come dimenticare la costruzione e l'allestimento, lo scorso anno, di un laboratorio di scienze in Zambia, nella Luyobolola Community School di Mazabuka, nella Diocesi di Monze. Sempre lo scorso anno, grazie ai proventi della Mostra antiquaria è stato possibile offrire un aiuto tangibile anche ai 1300 detenuti del carcere etiopico di Addis Abeba, senza dimenticare i fondi dovuti al progetto delle Suore Minime del Sacro Cuore nello Sri Lanka; il contributo al vescovo gesuita monsignor Saccardo, che opera nelle terre povere del Brasile e, ancora nello Zambia, terra quanto mai bisognosa, il contributo al Mtendere Mission Hospital di Chirundu, dove migliaia di donne, uomini e bambini combattono il virus Hiv.
Nelle tre domeniche di ottobre in cui la mostra resta aperta, si potrà vedere all'uscita della messa, bambini, ragazzi e ragazze, mamme, papà e nonni girovagare lungo il chiostro e fermarsi a curiosare su un trumeau, una stampa, un gioiello, un libro d'arte. Tutto è pace, tranquillità e dolcezza e mai fare un «affare» si rivelerà essere un’opera di bene.